di Giulia Cavaliere

 

Spesso esiste una sconnessione tra il ritmo in cui gli investitori professionali vogliono recuperare i propri soldi e il lungo tempo di effettiva esecuzione che le aziende tecnologiche, in settori come la biotecnologia e l'energia, necessitano per mettere a punto i progetti e generare, quindi, entrate. Un nuovo fondo di capitali di rischio con sede a Cambridge, Massachusetts, mira a colmare quel divario investendo in tecnologie innovative che richiedono un tempo e un finanziamento su scala temporale più lunga anche nei tempi di recupero. Il suo primo round di investimenti è costituito da sette startup (Analytical Space, Baseload Renewables, C2Sense, iSee, Kytopen, Suono Bio, and Via Separations) nel settore aerospaziale, dei materiali avanzati, dell’ingegneria genetica e delle energie rinnovabili.

Katie Rae, presidente e managing partner del fondo, afferma che il fondo fornirà alle sue start up un capitale a lungo termine, attrezzature per laboratori, conferenze con esperti e una rete di consulenti. Ha raccontato Rae: “Ci stiamo occupando dell'energia, dell'AI, di biotecnologia e del web. Siamo anche interessati al deep software, che è una tipologia di software che richiede diversi anni per sviluppare e presentare veri algoritmi. Non finanzieremo le applicazioni per i consumatori che non fanno parte del nostro raggio di interesse al momento. Prendiamo i prodotti farmaceutici: è un’area molto difficile che richiede molto tempo e include la possibilità di fallire spesso ma, se hai successo, hai 12 anni per monetizzare quegli investimenti. Ecco come funziona: vogliamo applicare questo stesso approccio ad aree che sono incredibilmente importanti per la società”.

Fondamentalmente tutto è nato al MIT. Hanno notato che molti investimenti sono stati fatti in cose che richiedono meno tempo all'inizio, mentre alcune delle più grandi invenzioni richiedevano tantissimo tempo.

 

Rae inoltre ci tiene a rassicurare gli investitori: “Sia chiaro che non stiamo cercando di sacrificare le rendite. Quando pensiamo all'impatto, pensiamo a qualcosa che crescerà con il tempo, lavorando con aziende dal valore sostanziale, e che abbia un impatto umano positivo, che sia positivo anche per il pianeta. Nel lavoro con aziende che si occupano di energia stiamo cercando di risolvere l'immagazzinamento di energie rinnovabili. Nella farmaceutica stiamo cercando di capire se si possono raggiungere parti del corpo che non si potevano raggiungere prima e quindi estendere la vita umana. Queste sono idee impegnative che potrebbero anche essere molto preziose – anche in termini di profitti. Stiamo cercando di ottenere grandi vittorie e di essere pazienti lungo il cammino”.