di Gianmaria Raimo

 

Un vecchio hit di Lionel Richie in loop, cinesi rampanti come la dea Kali, i social network d'occidente e d'oriente. Questi alcuni dei video proiettati in un recente evento-mostra a Shangai.

La vita è altrove, diceva Milan Kundera; la vita non si sa, l'arte sicuramente. In Cina, per la precisione. Nella metropoli cosmopolita, la No Commission art fair ha portato artisti e video maker a esporre allo Shangai exibition center, un edificio in stile barocco russo: introdotti da un dj che sparava musica da club, i visitatori venivano generosamente forniti di rum, e invitati ad aggirarsi tra i nove grossi cubi dove erano proiettati altrettanti video. Hello di Lionel Richie, un successo dell'84, visualizzato su YouTube, è il protagonista del lavoro di Miao Ying, una artista cinese i cui video sono censurati nella repubblica popolare; in loop sotto le immagini girava la frase: “Quando le sigarette si innamorano dei fiammiferi, ardono” (ma in inglese ha minimo due o tre sensi: “when cigarettes fall in love with matches, they get burned”).

L'artista pechinese Tian Xiaolei mette in scena uomini d'affari che marciano, combattono, mentre braccia e gambe in più gli spuntano dal corpo, e loro ridono in playback con il Requiem di Mozart: un riferimento tanto al capitalismo aggressivo della Cina quanto a Kali, dea indiana della distruzione, della creazione e del potere. Il continuo scrollare delle timeline nei social network (Facebook, Twitter, il cinese Weibo) è proiettato ossessivamente da Xu Wenkai su tre delle quattro pareti, a significare il nostro faticoso cercare un senso nel sovraccarico di notizie, una ricerca sempre frustrata.

Tutto molto interessante, commenta August Rick, critico e giornalista che vive a Shangai, sul sito Sixthtone. Ma a una tale esplosione creativa di novità artistiche, non corrisponde altrettanta ricerca nell'ambientazione, tutto sommato tradizionale e prevedibile. La prossima frontiera dell'innovazione in campo artistico è la location.