di Caterina Vasaturo

C’era una volta una superficie bianca, riflettente e traslucida, primordiale finestra sull’universo delle immagini: il telone o il muro, su cui vengono proiettati i film. Poi sopraggiunse il rettangolo della tv, lo schermo, che con la sua banda di frequenze e i raggi catodici confinò in un angolo il cinescopio. Ma si sa come funziona la tecnologia: la sua evoluzione è inarrestabile e sembra non conoscere né limiti né confini. Così, procedendo al galoppo nella direzione del progresso, l’innovazione raggiunge un nuovo traguardo e muta ancora una volta la natura dello schermo. In principio erano i cristalli liquidi, poi il plasma, dopo il LED. Oggi lo strumento di visualizzazione futuristica è il transparent screen, dispositivo capace di offrire all’utente la sensazione di poter controllare l’universo circostante. Fondendo la realtà con una sorta di vetrina digitale, il display 'invisibile' di ultima generazione non appare più come il luogo di una semplice epifania, ma come una superficie in cui le immagini si prestano a multiformi manipolazioni.

Ultrasottile, dinamico, creativo, lo schermo dalla consistenza cristallina ha bussato alle porte dell’industria dei videogiochi ed è subito stato accolto con generosa ospitalità. Come non intravedere le potenzialità di questa superficie trasparente come il vetro? Il mondo del gaming non ha saputo resistere e l’ha subito adottata per le prossime creazioni, puntando a stupire e a coinvolgere il giocatore in prima persona. Dalla cattura di creature mostruose alla lotta contro gli invasori alieni, l’utente ha l’impressione che le immagini trasmesse galleggino nel display con un effetto olografico. Sullo sfondo della realtà concreta sono, infatti, veicolati contenuti virtuali, che danno vita a una mixed reality. Gli oggetti del mondo fisico interagiscono con elementi fatti di bit, arricchendo la percezione sensoriale e rendendo unica l’esperienza di gioco. Così, dopo lo strabiliante successo di Pokemon Go, la Sony annuncia il lancio entro il 2018 di cinque videogiochi sulle piattaforme iOS e Android, tutti in grado di interagire con gli ologrammi degli schermi trasparenti.

Ma anche la Apple utilizzerà l’accattivante tecnologia per le prossime versioni di iPhone e iPad: sia lo smartphone che il tablet avranno un display estendibile da un bordo all’altro. Secondo l’associazione per l’intrattenimento interattivo, l’industria globale del gioco dovrebbe generare entrate di circa 118,6 miliardi di dollari entro la fine del 2019. Questa tecnologia disruptive è matura ed è pronta a invadere il mercato dal gaming. Ormai, la pura visualizzazione e la riproduzione ad alta risoluzione delle immagini non bastano più. Il giocatore vuole interagire direttamente con i contenuti. Con lo schermo trasparente può farlo, guardando oltre ciò che vede e percependo tutto quello che c’è dietro la superficie. In altre parole, può vedere non su di esso, ma attraverso di esso.