Di Roberta Vasta

 

Basata sul progresso tecnologico e sul digitale, la cosiddetta quarta rivoluzione industriale sta scatenando un putiferio nel mondo del business e la Gran Brategna sembra determinata a diventarne parte integrante.

Un report commissionato dal governo inglese, chiamato Made Smarter, ha stimato che il Regno Unito potrebbe creare 200.000 posti di lavoro e avere una crescita di ben 455 miliardi di sterline nei prossimi 10 anni, solamente sfruttando il potenziale creato dai progressi del digitale nell’industria manifatturiera.

Con più di 200 picccole e medie imprese nel campo dell’intelligenza artificiale, la Gran Bretagna può vantare il più forte mercato di machine learning in Europa, ma ci sono vari fattori le impediscono di diventare un leader globale nel settore.

Il report rivela che le PMI si trovano a dover fronteggiare il problema della carenza di competenze, infatti fra le azioni che il governo intende intrapendere c’è la formazione di un milione di lavoratori nei prossimi cinque anni. Un’ardua impresa se si considera che un’altra enorme difficoltà è rappresentata dalla mancanza di fondi. Le imprese del futuro hanno bisogno di avere un maggiore accesso ai finanziamenti per occuparsi appieno dello sviluppo di prodotti innovativi.

Così, gli investimenti nella tecnologia sono il cuore della strategia industriale del governo. Ma dare accesso ai fondi non è sufficiente, bisogna creare nuove hub dove le startup possano lavorare in collaborazione con le università e gli altri player.

Le compagnie devono inesorabilmente riesaminare i loro modelli di business per ottimizzare ogni elemento della loro offerta. È cruciale che business e governo lavorino insieme per aiutare le industrie a raggiungere il loro massimo potenziale, così da dare impulso alle esportazioni.