di Dario De Marco

Creare innovazione può essere la cosa più semplice da pensare, in teoria, l'obiettivo al quale tutti ambiscono. E contemporaneamente la cosa più difficile da realizzare, in pratica. Facile parlare di tecnologia, quando si ha a che fare solo con le macchine. Ma tutto cambia quando l'obiettivo è spingere più in là i limiti dell'umana possibilità. Allora gli algoritmi non servono. O meglio, non bastano. E devono scendere in campo diverse competenze, talenti multidisciplinari, esperienze apparentemente estranee. Per questo una delle più interessanti novità nell'ambito delle performance sportive viene dalla Global Sport Alliance, risultato di una partnership tra l'Università statale dell'Arizona e il marchio Adidas. Lo scopo dichiarato: aiutare a modellare il futuro dello sport attorno ai concetti di sostenibilità e potenziale umano. Attraverso l'innovazione, la ricerca scientifica, l'istruzione e la pratica sportiva.

L'idea è proprio quella di mettere insieme i cervelli più disparati, in una specie di brain storming continuo tra professori, studenti, ingegneri e tecnici specializzati Adidas. “Poche cose”, ha dichiarato in un'intervista il presidente dell'Università Michael Crow, “legano le persone tra loro quanto la passione per lo sport, guardato e praticato. Perciò la realtà universitaria e quella aziendale si sono unite per avere un impatto positivo e immediato sul mondo, perché entrambi vediamo il potenziale dello sport nell'influenzare le prestazioni umane. Entrambi, sia noi che Adidas, lavoriamo per migliorare le persone, la salute e il benessere: la nostra università è specializzata nell'innovazione e nel problem solving creativo, e questo può dare una spinta per estendere le idee e le energie dell'azienda sportiva”. In effetti, nonostante la scarsa fama di cui godono le università statali negli Usa, terra di rinomati e inaccessibili percorsi di studi privati, l'Arizona State University è stata classificata per due anni consecutivi al primo posto nella graduatoria delle università più innovative stilata dal US News & World Report.

Il concetto su cui la Global Sport Alliance ha intenzione di lavorare non è solo quello del miglioramento della performance sportiva in sé, grazie all'utilizzo di strumenti tecnologici, alimentari, fisici e psicologici. È anche, rovesciando la prospettiva, quello di guardare alla performance come uno strumento, per il generale miglioramento della persona. Ancora Crow: “Perseguiremo obiettivi inimmaginabili prima d'ora, usando lo sport come un meccanismo per produrre il successo umano”. L'Alliance esaminerà gli atleti in una prospettiva che i suoi propugnatori non hanno timore a definire olistica: considerando cioè gli aspetti più disparati – nutrizione, atteggiamento mentale, prestazioni, tempi di recupero, reazioni ai differenti prodotti – come parti di un tutt'uno indivisibile.

“Stiamo insieme”, ha dichiarato il presidente di Adidas nord America Mark King, “per arrivare ai limiti dell'universo conosciuto, per operare un salto quantico in quello che sarà il nostro futuro. Guardare il mondo attraverso l'ottica dello sport significa esplorare concetti come sostenibilità, diversità e potenzialità umana. Lo sport è molto di più del gioco. Crediamo che attraverso lo sport sia possibile cambiare la vita. E crediamo che tutti i risultati di conoscenza che raggiungeremo vadano condivisi con il resto del mondo”. Perciò, restiamo sintonizzati.