di Mattia Nesto

“L’invenzione che ho chiamato Hotspot ha una funzione semplicissima, ovvero consentire all’acqua calda di salire sulla sommità dello scaldabagno e di far discendere invece l’acqua fredda sul fondo. In tal modo lo scaldabagno funziona come un vero e proprio bollitore per riscaldare l’acqua quando serve”. Con il suo stile anticonformista e disincantato Sandiswa Qayi, innovatrice sudafricana, è solita illustrare Hotspot.

Ma come è nata questa invenzione? “La scintilla è brillata in maniera se si vuole banale”, risponde Qayi. “Ero semplicemente stufa di dovermi alzare alle 4 del mattino per avere l’acqua calda alle 6: tenere acceso lo scaldabagno tutta la notte avrebbe significato un costo eccessivo ma di fare la doccia fredda proprio non se ne parlava. Allora per sfuggire a questa situazione kafkiana ho aguzzato l’ingegno”. Molte famiglie per risparmiare energia – e non è solo una questione di povertà ma anche di rispetto per l'ambiente – accendono lo scaldabagno in certi momenti della giornata: è stato dimostrato però che il continuo passaggio da on a off produce un consumo addirittura maggiore che se l'elettrodomestico fosse lasciato sempre acceso.

Il progetto Hotspot dopo essere stato sperimentato da alcune famiglie pilota della provincia sudafricana del Capo Orientale è stato definitivamente incubato dal programma di innovazione Grossroots, una delle massime iniziative del Dipartimento di Scienza e Tecnologia (DST) Technology Localization and Implementation Unit (TLIU), emanazione del Consiglio per la ricerca scientifica e industriale (CSIR) dello stesso Sudafrica. Il prossimo passo ora per l’Hotspot è l’implementazione su larga scala: “Non so ancora quando l’invenzione sarà proposta al pubblico – ha illustrato Sandiswa Qayi – ma speriamo di avere qualche concreta novità già nei prossimi mesi”.

È già possibile acquistare l’Hotspot in alcuni negozi indipendenti di East London: “Per il momento tutte le famiglie che l’hanno provato, come quelle di Dimbaza, hanno dato risposte positive. Il reale problema è che il 90% di queste famiglie non possiede uno scaldabagno. Il Governo di Pretoria può e deve fare molto in tal senso”.