di Caterina Vasaturo

Ricordate la semifinale dell’ultimo mondiale di calcio? La sbalorditiva vittoria della nazionale tedesca è destinata a restare negli annali. Sette reti contro i padroni di casa brasiliani. Un risultato da record. Potreste mai immaginare che dietro al successo sportivo della squadra vincitrice si nasconda un personal trainer elettronico? Proprio così. Exos è pioniere nel campo. Il programma di allenamento ideato da Mark Verstegen integra la preparazione individuale con la tecnologia. Un piccolo dispositivo per una grande prova fisica. Si chiama miCoach e permette di schedare decine di parametri. ll sensore, nato dalla collaborazione con l’Adidas, si attacca direttamente alle stringhe delle scarpe da running o all’interno delle stesse, fornendo dati dettagliati riguardo allo stile di corsa, alla distanza coperta e al ritmo tenuto durante il training.

La lettura dei carichi di stress e dei risultati conseguiti consente di elaborare piani individuali per ogni giocatore. Exos integra, dunque, la performance atletica con gli aspetti psicologici, dalla concentrazione ai carichi motivazionali, tenendo conto dell’elemento ‘disturbatore’ degli spettatori. L’accento è posto soprattutto sull’importanza del mondo interiore del calciatore, che va sorvegliato in ogni momento della giornata. Per una squadra vincente ci vuole un programma trionfante. Non basta, dunque, idratare e alimentare il corpo, ma occorre nutrire anche la mente. Il sempre attuale motto latino mens sana in corpore sano si manifesta in tutta la sua evidenza, nonostante i secoli. L’esercizio fisico è indispensabile per l’efficienza della facoltà spirituale; viceversa, l’attività mentale dev’essere sempre accompagnata da un’adeguata pratica fisica. Incredibile, ma vero. La tecnologia ottimizza il dinamismo agonistico. E lo fa attraverso un’accurata analisi dei dati raccolti da dispositivi elettronici. Una tecnica insuperabile per potenziare le prestazioni, diminuire il rischio di lesioni e migliorare la funzione cognitiva dell’atleta.