di Ilaria Calamandrei

Un’industria come quella di Hollywood vive di previsioni box office: quindi la notizia che per uscire da un periodo di flessione degli incassi – causato anche dalla rivoluzione tecnologica – stia facendo affidamento proprio su quest’ultima, alla ricerca dell’algoritmo del film di successo, non ha fatto tanto scalpore. Negli ultimi anni sono sorte molte startup che offrono soluzioni basate sull'intelligenza artificiale per ottimizzare qualsiasi produzione, e il cinema non fa eccezione.

L’israeliana Vault, co-fondata nel 2015 da David Stiff, è già in grado di fornire una piattaforma capace di anticipare se un film sarà un blockbuster o un flop. Si chiama 4CAST e intreccia i dati degli ultimi trent’anni con le variabili demografiche, i social network con la sinossi della trama, per stabilire quante probabilità abbia una produzione di sbancare il botteghino. Anche se Stiff ammette che il sistema è perfezionabile, 4CAST avrebbe una percentuale di affidabilità abbastanza alta, con un 75% di risultati azzeccati. Questo, però, potrebbe non bastare per competere con la concorrenza, in particolare quella degli streaming Netflix e Amazon. La sfida vede Hollywood svantaggiatissima rispetto alle sue rivali proprio sul piano evolutivo: Netflix e Amazon sono due network che acquisiscono in automatico i dati dei loro utenti, mentre Hollywood è una leggenda fatta di diverse realtà aggregate e luccicanti di allure di storia del cinema. Una storia bellissima che deve fare però i conti con la praticità dell’elaborazione dei mega dati e con l’incalzante progresso che continua a togliergli pubblico.