di Valeria Montebello

 

 

Malleabile, auto-rigenerante e completamente riciclabile. È la nuova e-skin che viene dal Giappone, un nuovo tipo di pelle elettronica sviluppata dai ricercatori dell'Università del Colorado Boulder. Come spiegano Jianliang Xiao e Wei Zhang, i leader del team statunitense, dalle pagine della rivista Science Advances, il segreto è nella composizione: alla base della pelle sintetica c'è un materiale plastico fatto di nanoparticelle d'argento, che la rende elastica e le permette di rigenerarsi così da essere completamente riciclata a temperatura ambiente. “Dati i milioni di tonnellate di rifiuti elettronici generati nel mondo ogni anno – ha osservato Xiao – la riciclabilità della nostra pelle elettronica è interessante dal punto di vista economico e ambientale”.

Paul Valéry sosteneva che “la profondità dell’uomo è la sua pelle”.; Per lo scrittore la pelle era un limite, la superficie materiale che ci mette in contatto con il mondo e, allo stesso tempo, quella cosa che racconta chi siamo senza mediazioni, che si nega al discorso e che in quanto pura esposizione diventa apparizione che non fa apparire nulla. Cosa penserebbe, allora, Paul Valéry di questa pelle sintetica? Di un corpo coperto da una barriera creata in laboratorio che può comunque sentire, sudare, essere? Continuerebbe ad avere le stesse caratteristiche “soggettive” che aveva prima? Come se fossimo in un film di fantascienza, in modo simile a quanto accade in Terminator, dove la pelle del protagonista guarisce da sola pochi secondi dopo essere stata ferita, “la nuova pelle elettronica – ha spiegato Zhang – riesce ad auto-ripararsi applicando un mix di tre composti disponibili in commercio a base di etanolo”. L'etanolo è anche la chiave per riciclare la pelle: immergendo la e-pelle in una soluzione a base di questa sostanza, il materiale plastico si dissolve completamente, mentre le nanoparticelle d'argento si depositano sul fondo e la soluzione può essere usata per fabbricare una nuova pelle elettronica.

La letteratura è piena di supereroi che hanno la possibilità di auto-rigenerarsi la pelle dopo aver subito qualche trauma. Nell'universo Marvel abbiamo Wolverine, Hulk, Deadpool, dell'universo DC, invece, Superman, Wonder Woman. Il “fattore di guarigione” è un super-potere posseduto da alcuni personaggi dei fumetti che consente loro, grazie a una particolare struttura genetica, di guarire ferite ricevute o danni fisici subiti sia in modo accelerato come tagli profondi che guariscono in pochi minuti, sia in modo sovrumano, come la ricrescita completa di arti o parti del corpo mutilate – cosa che avviene già in natura ad alcuni animali, ad esempio alle stelle marine, o alle lucertole.

Dalla fantasia alla realtà il passo è breve. I creatori di questi fumetti hanno immaginato il futuro in modo così esatto o gli scienziati si sono ispirati all'immaginazione di certi autori? Sicuramente la pelle elettronica è sempre più evoluta. Un altro vantaggio di questo prodotto sembra essere la sua elasticità che la rende capace di adattarsi sia al corpo umano che a quello dei robot. Per adesso si tratta di un prototipo, ma i ricercatori stanno lavorando per immettere la e-pelle sul mercato e per questo intendono “aumentare le sue capacità, variarne il formato, ottimizzare tutte le sue proprietà, dall'elasticità, alla capacità di auto-ripararsi”, ha affermato Xiao. Una volta ottenuti i miglioramenti, ha aggiunto, si potrà pensare a una produzione su larga scala, destinata a molte applicazioni, dalle protesi, ai tessuti intelligenti, alla robotica. In quest'ultimo caso, la nuova pelle elettronica, secondo il ricercatore, potrebbe aprire la strada a robot da compagnia più simili all'uomo: “Immagino un robot che possa prendere in braccio dolcemente un bambino, come fanno i genitori, e che, in caso di febbre, sia in grado di percepire la temperatura del piccolo, scongiurando il rischio che possano inavvertitamente fare del male all’essere umano che assistono”.