di Caterina Vasaturo

Moderna, colossale, priva di capitano e ciurma. È la nave fantasma, l’ultima sfida lanciata dalla BHP Billiton Limited. La più grande società mineraria al mondo è pronta ad adottare l’imbarcazione da carico automatizzata. L’universo dei trasporti marittimi sarà rivoluzionato dall’innovativo cargo: sicuro, efficiente e rispettoso dell’ambiente, guidato dall’intelligenza artificiale. L’equipaggio controlla, infatti, da terra la navigazione, servendosi di smart screen, monitor touch e sistemi di diagnostica basati su analisi predittive. Tutti strumenti in grado di garantire nuovi guadagni.

Si stima un risparmio pari a 86 miliardi di dollari l’anno, grazie al personale operativo in remoto, pronto a monitorare contemporaneamente più navi. L’obiettivo della multinazionale australiana, che effettua circa 1.500 viaggi all’anno e che trasporta miliardi di tonnellate di minerali tra ferro, rame e carbone, è l’implementazione della tecnologia entro un decennio. La distribuzione delle navi senza equipaggio sarebbe un’estensione logica delle pratiche attualmente in esecuzione dalle miniere ai porti, e consentirebbe ai produttori di rispondere rapidamente alle richieste del cliente.

Numerose le compagnie desiderose d’investire nell’avveniristico progetto. Tra queste, la Rio Tinto Group, multinazionale anglo-australiana che si occupa di ricerca, estrazione e lavorazione di risorse minerarie, e la R&R Holdings Plc, che ha sviluppato un prototipo virtuale di peschereccio privo di equipaggio, proponendo la sua introduzione nelle acque internazionali entro il 2035. E ancora, la Yara International ASA, noto produttore di fertilizzanti, metterà in mare una nave container autonoma sulla costa norvegese dal prossimo anno. Nell’immediato futuro sarà possibile controllare e monitorare le navi cargo, senza solcare le acque.

La nuova flotta di imbarcazioni ‘intelligenti’ rivoluzionerà il modo in cui i sistemi di trasporto sono progettati e gestiti, mettendo fuori gioco le imbarcazioni tradizionali e riducendo al massimo gli incidenti in mare, grazie al supporto della tecnologia.