di Manuela Cellino

Durante gli anni Venti del secolo scorso, il termine Kammerspiel identifica una rivoluzione sia nel cinema che nel teatro. Ispirandosi alla cosiddetta “musica da camera”, impone uno stile di recitazione nuovo – ricco di sfumature e gamme espressive – e soprattutto un rapporto con lo spazio inedito, basato su rappresentazioni in luoghi piccoli, intimi, nei quali la prossimità tra attore e pubblico è enfatizzata.

Nel 2017, Kammerspiel è il nome della rivoluzione del design di interni firmata dal tedesco Nils Holger Moormann: un modulo abitativo a forma di cubo, che ridisegna l’appartamento sulla base delle nostre necessità.

Kammerspiel convoglia in uno spazio comune le attività domestiche a noi più vicine (mangiare, dormire, leggere), riorganizzandole secondo il principio dell’ottimizzazione. L’interno del cubo è accessibile da ogni lato, e soprattutto l’ambiente può essere personalizzato dal cliente a seconda dei propri bisogni e del proprio gusto. Realizzato in legno – materiale caldo e tradizionale per eccellenza – questo ‘cubo dei desideri’ è attraversato da corrente elettrica, spinta propulsiva verso il futuro del living.