di Valentina Della Seta

Condividere, prestare, riutilizzare, riparare, ristrutturare e riciclare. Sono le parole fondamentali dell’economia circolare, uno stile di vita e consumo che potrebbe aiutare moltissimo la sopravvivenza e conservazione delle aree montane d’Europa. È quanto è venuto fuori da uno studio appena pubblicato da Euromontana, l’associazione scientifica no-profit nata come costola della FAO negli anni Cinquanta, e autonoma dai primi Novanta, che ha come scopo principale la tutela delle aree montane europee.

Il primo comandamento, ma questo forse dovrebbe valere per tutto il pianeta, è di ridurre i rifiuti, l’inquinamento e gli sprechi di risorse primarie, che sono sempre meno, mantenendo prodotti e materiali all’interno di uno stesso cerchio ideale di uso e riuso. Questo avrebbe un’importanza anche maggiore nelle aree montane, che conservano al loro interno preziosissime foreste, sorgenti e giacimenti di minerali, e che forniscono all’ecosistema acque pulite, paesaggi e aree ricreative. Secondo Euromontana si tratta di risorse che oggi più che mai è fondamentale valorizzare al massimo, perché sono particolarmente importanti per mantenere alta la qualità della vita in aree uniche come quelle di montagna. Grazie all’economia circolare si può inoltre dare vita a nuove opportunità di crescita economica e impiego nelle aree montane.

Dopo aver specificato, nella prima parte dello studio, cosa si intende con il termine economia circolare, nella seconda parte Euromontana spiega quali sono i passaggi utili a crearla e a metterla in pratica, specificano elementi politici della gestione delle aree, e presentano strumenti e procedimenti che potrebbero aiutare a far circolare le risorse delle aree forestali. In particolare sono state sottolineate una serie di buone pratiche già messe in atto in alcune zone di montagna europee. Lo studio si conclude con una serie di raccomandazioni, che se seguite e adottate potrebbero di certo contribuire in modo determinante allo sviluppo dell’economia circolare. Alla base di tutto c’è la collaborazione tra i governi europei, e la destinazione di fondi per la ricerca e l’innovazione sul tema della gestione delle foreste. L’ideale sarebbe la creazione di una piattaforma europea per condividere tutte le buone pratiche, e la creazione di incentivi di mercato per incoraggiare e promuovere impegno e ricerca per nuove tecnologie utili alla conservazione delle risorse.