di Vanna Carlucci

Quest’anno – l’11 maggio 2017 - si è tenuto nella sala concerti della capitale danese, sotto il patronato di Sua Altezza Reale Principessa Mary di Danimarca, il Copenaghen fashion summit, il più importante vertice dedicato alla sostenibilità della moda. Arrivato alla sua quinta edizione, esso coinvolge i più importanti rappresentanti del settore moda, le ONG e molte personalità dell’ambiente politico e universitario. È un forum dinamico ad alto livello partecipativo ed interattivo, con sessioni di networking e incontri a porte chiuse.

Il titolo, e quindi il tema che ha accompagnato questa giornata, è stato 'Commitment to change', ovvero l’impegno a cambiare. Il cambiamento, quindi, come centro di propulsione, slancio che guarda al futuro, è stato il fil rouge di un percorso, durante l’arco della giornata, diviso in quattro fasi essenziali: 50 speaker hanno dato voce alle problematiche e alle necessità da prendere in considerazione, e che riguardano la macro prospettiva, la circolarità, la trasparenza del sistema di approvvigionamento e il consumo sostenibile. Tra i vari ospiti che hanno preso parte a questo summit ci sono, per citarne alcuni, il CEO di Tiffany & Co. Michael Kowalski; Vanessa Friedman, critica della moda del New York Times; Ellen MacArthur, esperta dicircular economy; Livia Firth, fondatrice di Eco Age; il fashion designer Prabal Gurung; il CEO di Hugo Boss Mark Langer e William McDonough.

Le prime immagini della giornata provengono da un documentario di Rahul Jain intitolato Machines che, senza mezzi termini, sbatte in faccia la realtà delle cose: il sogno della moda e la vita da automi di chi lavora in un’industria tessile dell’India che fornisce abiti ai paesi dell’ovest.

Sostenibilità e innovazione devono essere la colonna portante del cambiamento e proprio per questo, durante il Copenaghen fashion summit, si è dato importanza anche ai giovani talenti: grazie a Isko, leader globale nella produzione di denim e uno dei principale supporter dell’evento, ha selezionato dieci giovani designer per presentare, attraverso un’esibizione dinamica e fuori dagli schemi, outfit lavorati e prodotti con più recenti tecnologie green: vincitrice è stata proclamata Farah Sherif Wali, con il concept The path to divinity. Si è proseguito poi con una conferenza su 'Technology innovation' con Marco Lucietti, Global Marketing Director della SANKO/ISKO™ division. “Sono molto felice”, ha concluso Lucietti, “di avere un’altra chance di esplorare nuovi percorsi che consentiranno alla moda di crescere in “consapevolezza ambientale e sostenibilità”.