Raggiungere la leadership mondiale nell'intelligenza artificiale entro il 2025, scalzando il primato degli Stati Uniti e delle sue grandi corporation. Il guanto di sfida arriva addirittura dal Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, l'organismo amministrativo che governa il gigante asiatico.  Il piano, descritto dai media internazionali come «l'ultima rivoluzione» di Pechino, ambisce a dei target precisi nell'arco di meno di un decennio: un giro d'affari per le industrie di settore da 150 miliardi di yuan (22,5 miliardi di dollari) entro il 2020, per salire a 400 miliardi di yuan (59 miliardi di dollari) entro il 2025. Secondo quanto annunciato nel documento ufficiale del governo, il piano dovrebbe articolarsi con una modalità «tre in uno» per spingere su un'espansione complessiva del fenomeno: affrontare i limiti riscontrati nell'attività di ricerca e sviluppo, dare vita a un proprio range di prodotti e soluzioni, coltivare le iniziative industriali con ritmi simili a quelli adottati da concorrenti Usa come Alphabet (la holding di Google) o Microsoft. L'iniziativa è stata lanciata, non a caso, a un anno di distanza da un piano analogo della Casa Bianca sulla tecnologie Ai.