di Giulia Lessona

Per migliaia di anni il mar Baltico ha garantito all'uomo la sopravvivenza nell’ambiente inospitale dei mari del nord. Ma dal periodo dell’industrializzazione in poi è diventato una discarica di rifiuti dei novanta milioni di persone che abitano le coste del suo bacino: pesticidi, nitrati, fosfati in quantità enormi sono gettati quotidianamente nelle sue acque. A farne le spese è il livello di ossigeno, sempre più scarso, con la preoccupante conseguenza di rendere le acque, di quella che era una risorsa un tempo indispensabile per la popolazione, letteralmente irrespirabili per la fauna marina. La Bank of Aland, istituto finanziario finlandese e svedese fondato nel 1919 a servizio e sostegno delle piccole comunità agricole e marittime baltiche, ha pensato a un progetto di ritorno alle radici del territorio, per salvaguardare la prima risorsa economica dei suoi clienti.

“Se vogliamo prenderci cura dei nostri clienti, come banca, dobbiamo analizzare le risorse e calcolare i rischi, e dobbiamo incominciare ad applicare questi parametri anche all’ambiente. Pensiamo che sia fondamentale ripartire anche dal recupero, almeno parziale, dell’ecosistema del mar Baltico, e influenzare anche le decisioni che i nostri correntisti prendono relativamente all'ecosostenibilità", ha dichiarato Peter Wiklof, CEO di Bank of Aland.

Per riuscire in una simile analisi, Bank of Aland ha creato una carta di pagamento che rileva i consumi di petrolio e gas effettuati dai suoi clienti, realizzando il primo indice bancario-ambientale al mondo. I risultati sono presentati nei conti mensili con crediti e debiti ambientali, seguiti dalle possibilità per compensare le ‘scelte inquinanti’, divise in tre categorie: locale, globale o comportamentale. I clienti possono anche tracciare i propri consumi e compararli con la media nazionale. Al momento la carta – sulla quale è incisa la scritta “I support a clean Baltic Sea” - è operativa solo in Finlandia, ma nei prossimi mesi sarà estesa anche al territorio svedese. E l’operazione per il ripristino dell’ecosistema del mar Baltico non si ferma a immagazzinare dati e ad aiutare la popolazione a correggere condotte di consumo scorrette. Oltre ad una raccolta fondi, è stato emesso un bando di concorso per progetti di purificazione e rimozione delle sostanze che avvelenano il Baltico.