di Valerio Millefoglie

 

Nel 1487, all’età di dodici anni, Michelangelo entra nella bottega di Domenico Ghirlandaio. Giorgio Vasari, nel suo libro di biografie Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, descrisse questo momento di iniziazione scolastica con le seguenti parole: “Perché Domenico, visto alcuni suoi fogli imbrattati, giudicò essere in lui ingegno da farsi in questa arte mirabile e valente”. E poi, ancora: “Cresceva la virtù e la persona di Michele Agnolo di maniera che Domenico stupiva, vedendolo fare alcune cose fuor d’ordine di giovane”. Alla fine il maestro disse dell’allievo: “Costui ne sa più di me”.

Il futuro dell’istruzione comincia proprio in quei giorni. A pensarla così è Sanjay Sarma, professore di ingegneria meccanica e direttore del dipartimento di Digital Learning del MIT, il Massachusetts Institute of Technology. “Michelangelo non ha frequentato neanche un semestre di lezioni”, ha detto Sarma. “Ha imparato andando a bottega da un maestro. Oggi invece, mentre il volume delle conoscenze è aumentato, ci siamo adagiati su una modalità di apprendimento molto passiva. Questo ci ha allontanato dall’approccio partecipativo”. Proprio per riavvicinare l'istruzione alla partecipazione, Sanjay Sarma è stato tra i promotori di edX, un progetto ideato dall’Università di Harvard in collaborazione con il MIT e con altre università. L’idea è quella di una bottega aperta, non un luogo fisico ma della mente e dell’online: contenuti didattici, video-lezioni, quiz, feedback immediati e tutoring. Una comunità globale che può accedere gratuitamente alla conoscenza. L’edX si basa sui MOOC, i Massive Open Online Courses: formazione a distanza, che collega in rete studenti da ogni parte del mondo, “il più grande cambiamento nel campo dell’istruzione, dall’invenzione della macchina da stampa”.

Il 23 febbraio del 1455 Gutenberg stampò il primo libro della storia dei caratteri mobili, La bibbia a 42 linee. Gli apprendisti di quell’epoca avevano tra i 15 e i 20 anni e lavoravano al torchio preparando l’inchiostro e i fogli di carta, controllando la pressa. Come Michelangelo, erano al servizio di un maestro. “Vogliamo offrire più tempo ai nostri studenti, dar loro l’opportunità di costruire le cose e interagire di più con i professori e fra di loro”, dice Sanjay Sarma. “L’intera esperienza universitaria diventerà molto più simile a un apprendistato”. Sul sito del progetto edX si legge: “Se sei interessato all’informatica, alle lingue, all’ingegneria, alla psicologia, alla scrittura, alla biologia o al marketing, abbiamo il corso per te. Iscriviti e impara qualcosa di nuovo”. Impara ogni cosa del mondo, sembra dire. In una foto sul web Sanjay Sarma spunta, con un gioco prospettico, dal desktop di un pc aperto. “La tecnologia non è qui per sostituire le persone - conclude - Sarà un’esperienza dolce”. Senza tempo.