di Caterina Vasaturo

Salire sempre più in alto, quasi a toccare il cielo. Un desiderio antico quanto la storia dell’uomo. La natura mette a disposizione vette elevatissime. La tecnologia aiuta a scalarle. Se a lanciarsi nell’impresa è, poi, una bambina, l’esperienza assume tutt’altro sapore. Basta chiederlo a Dhanshree Mehta, l’arrampicatrice più giovane al mondo. Armata di coraggio e di spirito d’avventura, a soli nove anni la piccola esploratrice ha attraversato l’Elbrus, la principale vetta della catena del Caucaso (5642 metri) e a seconda di dove si pongono i confini dell'Europa, anche di tutto il continente. Coperto da nevi eterne e da chilometri cubici di ghiaccio, il monte è tra i più impervi e pericolosi al mondo, tanto da essere soprannominato il “cimitero degli scalatori”. Ma il desiderio di libertà, di pace e di silenzio ha sopraffatto la paura. E così, la piccola indiana ha iniziato il suo lungo cammino, in compagnia del fratello tredicenne e dei genitori.

L’intera famiglia si è lanciata in una sfida temeraria, dopo un coscienzioso addestramento, basato su cardio fitness, tecniche di arrampicata, esercizi di respirazione e molto altro ancora. Né le bufere violente, né le rigide temperature hanno ostacolato l’eroica ragazzina. La sua determinazione ha avuto la meglio, anche sulla decisione degli accompagnatori di tornare indietro, quando le intemperie non consentivano di proseguire. La cima doveva essere conquistata. E così è stato, tra lacrime di gioia e immensa soddisfazione. Un’ascesa che è durata quasi una settimana. Una prova non solo fisica, supportata dalle innovative attrezzature per l’alpinismo, ma soprattutto mentale.

Le difficoltà, naturalmente, non sono mancate. Al contrario. A ogni passo in avanti si presentava una nuova insidia. Eppure il traguardo, pian piano sempre più vicino, non poteva non essere raggiunto. L’ultimo giorno è stato davvero arduo. Undici ore per arrivare sulla sommità, con un peso di 10-12 chili sulle spalle. La grinta di Dhanshree ha dato la spinta decisiva all’intera equipe. Al motto indiano di “Beti Bachao, Beti Padhaò” (Salva tua figlia, Istruisci tua figlia), l’obiettivo è stato realizzato. Una vittoria che ha affascinato e impressionato tanti spettatori. Un’emozione che solo la bellezza di una vista mozzafiato sa donare. Un’odissea montana, alla ricerca del sublime.