di Valerio Millefoglie

Questa storia futuristica ha inizio con Aristotele. Fu lui a dare il nome agli animali marini dotati di respirazione polmonare: ketos, cetacei. Tom Dennis invece è un contemporaneo, un uomo dalle grandi imprese fisiche e filosofiche: ha fatto il giro del mondo di corsa: 26.232 km, l’equivalente di 622 maratone. Dopo aver tenuto per così tanto tempo i piedi a terra, si è spostato sui mari. Ispirandosi proprio al sistema di respirazione dei cetacei ha inventato un meccanismo che sfrutta la pressione delle onde e, attraverso uno sfiatatoio artificiale, la trasforma in energia pulita. Il nome della società è Wave swell energy, il logo è composto da tre onde, sembrano vele gonfiate dal vento che mirano lontano.

Come funziona esattamente il meccanismo? Si tratta di una lunga colonna di cemento, 20 metri, pesa 4000 tonnellate e affonda le sue basi nel fondale del mare per circa dieci metri di profondità. Tutte le parti in movimento del meccanismo sono localizzate al di sopra del livello dell’acqua, per facilitarne la manutenzione. Le onde la cingono, ci corrono dentro e fuoriescono da una camera centrale. Così facendo creano una pressione di aria positiva e negativa; tali pressioni vengono naturalmente spinte in una turbina, generando quindi energia pulita. I numeri: fino a un megawatt di potenza, con una media operativa di circa 470 kW. Questo sistema, afferma la società, dovrebbe essere in grado di produrre energia elettrica per un costo di meno di dieci centesimi per kWh.

Attualmente il sistema è in fase di montaggio nell’oceano al largo della costa occidentale di King Island, in Tasmania. Una popolazione di meno di 2.000 residenti, pronti a sperimentare e a integrarsi con le nuove tecnologie dell’energia rinnovabile. L’obiettivo è proprio quello di dimostrare la capacità del sistema su larga scala: produrre energia elettrica a un costo comparabile a quello delle nuove centrali di carbone. “La specialità della nostra tecnologia - spiega Tom Dennis - è che usiamo un flusso d’aria uni-direzionale, mentre tutti gli altri sino ad oggi hanno utilizzato sempre un flusso bidirezionale”. Dopo la fase pilota a King Island la meta prevista è Portland, per il 2019. Il risultato sperato: aggiungere 200 megawatt alla rete elettrica dello Stato. Secondo il suo creatore, entro cinquant’anni la “sua” energia potrà produrre, a fronte anche di un grande risparmio, tra il 10 e il 20% del fabbisogno mondiale. Naturale come respirare, nuotare, vivere, al di sopra e al di sotto dei mari.