di Francesco Musolino

 

La scelta del nostro futuro, la decisione di iscriversi ad una università e proseguire gli studi, è uno dei momenti fondamentali nella nostra vita. Per questo motivo tutti i consigli sensati sono ben accetti, ma ciò che conta è soprattutto l’impatto emotivo. Da questo punto di vista possiamo senza dubbio trarre ispirazione dal mondo americano, in cui i campus si contendono gli studenti in modo aggressivo, organizzando visite e giornate tematiche per le matricole. Mentre le università storiche puntano tutto sul fascino delle tradizioni, sul passaggio di consegne fra una generazione e l’altra, su edifici con mattoni a vista che hanno forgiato menti brillanti, ci sono diversi campus che, al contrario, hanno rotto lo stereotipo, scegliendo costruzioni in vetro e uno stile architettonico più moderno. Ad esempio, S. R. Crown Hall presso l’Illinois Institute of Technology. Costruita nel 1956, la Crown Hall è un monumento storico nazionale, uno dei successi dell'architetto tedesco-americano Ludwig Mies van der Rohe, già presidente della Scuola di architettura dell'Istituto che progettò il piano generale per il campus dell'università. Ma ciò che conta è il fatto che la Crown Hall cattura l'essenza stessa del modernismo della metà del secolo in modo tanto sorprendente quanto elegante. Il piano principale dell'edificio è un open-concept con grandi vetrate che riempiono la sala di luce naturale. Un altro valido esempio è la Crossett library, presso il Bennington College. Inaugurata nel 1959, è un'eccellente rappresentante del design moderno di metà secolo. Crossett e l'architetto italiano Pietro Belluschi hanno concepito una struttura che bilancia i gusti moderni con lo stile coloniale, già presente al Bennington College. L’edificio ottenne l'Honor Award del 1963 per il Design della Biblioteca dall'Istituto Americano degli Architetti, considerato come "la migliore biblioteca universitaria delle sue dimensioni nel paese." Anche la MIT Chapel è una scelta di design non convenzionale. Creata nel 1955 dall’architetto finlandese-americano Eero Saarinen, le pareti ondulate dell'interno della cappella sono prive di finestre, a parte un lucernario a cupola sul soffitto. Da lì, la luce naturale risplende direttamente sull'altare centrale in marmo, creando un forte impatto emotivo. La cappella è uno spazio non-confessionale, aperta sette giorni su sette, spazio sacro aperto a tutti i credenti, d’ogni religione, vero e proprio gioiello di integrazione. Il McGregor Memorial Conference Center presso la Wayne State University è stato completato nel 1958 – progettato da Minoru Yamasaki – abbraccia l'enfasi del modernismo della metà del secolo enfatizzando la luce naturale con grande effetto, con un atrio a due piani, lucernari piramidali e colonne autoportanti, pareti in teak, finiture in marmo e intonaco dipinto di bianco. Infine, progettato Frank Lloyd Wright, il Grady Gammage Auditorium presso l’Arizona State University è stato completato nel 1962. L'auditorium offre tre livelli di posti a sedere, con una capacità massima di 3.000 spettatori, ospitando – nel corso dei suoi 53 anni – sia rock star come Bruce Springsteen che le sinfonie della Philadelphia Orchestra.