di Dario De Marco

Dici montagna e pensi alla neve, dici neve e pensi allo sci, dici sci e pensi alle Olimpiadi. E in questo caso il pensiero è ben indirizzato, se ci interessa scoprire l'innovazione e la tecnologia che avanza in tutti i campi dell'operare umano. Perché le prossime Olimpiadi invernali, che si terranno in Corea del Sud nel 2018, saranno il trionfo della montagna innovativa e dello sport hi tech. Già la location la dice lunga: la nazione di Samsung e LG, la piccola tigre asiatica che più rapidamente di tutte le altre ha sviluppato capacità e competenze globali nel settore tecnologico. Quando poi si apprende che il CIO, il comitato olimpico, ha siglato una partnership con Intel per i prossimi sette anni, allora i giochi sono fatti: le trasmissioni in realtà virtuale sono già on air, i replay in 3D già davanti ai nostri occhi, e i droni pronti a levarsi in volo.

Il 23esimi Giochi Olimpici invernali si svolgeranno dal 9 al 25 febbraio del 2018, nella contea sudcoreana di Pyeongchang: 13 impianti, divisi tra il comprensorio montano e la città costiera di Gangneung: nel primo si terranno le prove sciistiche e quelle su pista, nella seconda le gare di pattinaggio, i tornei di hockey e del simpatico curling. Ovviamente le discipline regine sono sempre le spettacolari gare di sci alpino, dallo slalom speciale alla discesa libera; ma come sempre la grande varietà di offerta non mancherà di sorprenderci, facendo appassionare gli spettatori a curiose gare della cui esistenza ci ricordiamo solo ogni quattro anni: l'incredibile salto con gli sci, la combinata nordica, il vertiginoso bob, il moderno snowboard.

Immaginiamoci tutto questo, tutta la consueta danza di atleti e nazioni, aumentato e amplificato dagli ultimi e più avanzati ritrovati tecnologici. È quello che promette Intel, per bocca del suo Ceo Brian Krzanich: “Una nuova era di esperienze alimentate dalla tecnologia”. Che spiega così l'accordo: “Arrivare a questo momento è stato come correre contemporaneamente la maratona e i cento metri piani. Non è solo una questione di tecnologia... si tratta di cambiare l'esperienza, e portare l'esperienza a più persone, e portare alle persone un diverso tipo di esperienza”.

Droni, realtà virtuale, moviola a 360 gradi, connessione 5G e intelligenza artificiale: tutto il possibile è messo in campo, anzi in pista. E ne beneficeranno i media come gli spettatori, gli atleti come gli allenatori. In cima a tutto ci sono i droni, “una delle tecnologie più divertenti” secondo Krzanich. La prospettiva principale è quella dell'intrattenimento: riprese aeree per fornire una visione più ravvicinata e precisa possibile del gesto atletico agli spettatori; la stessa visione però ritorna molto utile anche agli stessi atleti e ai loro coach, per studiare le problematiche, gli errori, e correggere le loro performance migliorandole. La tecnologia dei droni Intel è stata già usata in occasione di grandi eventi sportivi, e addirittura durante lo spettacolo dell'intervallo nella finale del Superbowl, il concerto di Lady Gaga ha incluso una coreografia aerea 'danzata' da droni.

Un altro settore che promette eccitanti novità è quello della realtà virtuale: dopo che la Intel ha l'anno scorso acquisito la Voke VR, creando Intel true VR, si annuncia che 16 eventi in chiaro e altri 16 on demand verranno trasmessi in Virtual Reality. Anche se non è stato ancora rivelato, e forse neanche deciso, quali sono i prescelti, il Ceo di Intel ha anticipato che “si sta pensando” al pattinaggio e ai salti, tra gli altri. Le trasmissioni sportive in realtà virtuale sono già state sperimentate in eventi piccoli e grandi, tra cui spicca la fase finale del campionato di basket americano per college (la cosiddetta March madness), ma quella dell'anno prossimo sarà la prima volta che la VR riguarderà la diretta dei giochi olimpici.

Infine, una sistema di 38 telecamere ad alta definizione fornirà immagini in 3D da qualsiasi prospettiva e angolazione, di campi come di piste. “Lo sport non può aspettare più”, ha concluso il presidente del Cio Thomas Bach. “La maggior parte dei giovani di oggi vive in un mondo digitale. È lì che lo sport deve raggiungerli”.