L'integrazione dell'intelligenza artificiale nel tessuto economico può raddoppiare il ritmo di crescita di un Paese e far impennare la produttività fino a picchi di quasi il 40%. Peccato che l'Italia, per ora, non se ne sia accorta: la Penisola è nelle retrovie d'Europa per National absorptive capacity, la capacità di “assorbire” l'innovazione tecnologica. Lo ha rivelato un report della società di consulenza Accenture, realizzato insieme a Frontier Economics e dedicato agli impatti della Ai (artificial intelligence) sul tasso di crescita dell'economia grazie all'implementazione di macchine intelligenti. Nel dettaglio, una corretta integrazione di sistemi di intelligenza artificiale può far lievitare fino al 37% il tasso di produttività e aumentare di quasi il doppio il tasso di valore aggiunto nazionale nell'arco di meno di 20 anni. L'industria italiana, per ora, non sembra pronta a cavalcare il trend: la “capacità assorbitiva” delle nostre imprese è ferma a una base del 31,3%, contro il 63,2% registrato da un Paese come la Finlandia. Un ritardo capace di pregiudicare anche la produttività, data in crescita a ritmi più bassi con (o senza) l'integrazione della Ai all'interno delle imprese.