L’intelligenza artificiale piace ai venture capitalist, i fondi di capitali di rischio che investono in startup e aziende tech ad alto potenziale di crescita. LVenture Group, la holding quotata in Borsa che gestisce l’incubatore romano Luiss Enlabs, ha appena dato vita ad Ai WorkLab: un programma di incubazione sull’intelligenza artificiale che rileva e seleziona neoimprese attive su branche sensibili per il futuro del settore, dai software di traduzione al machine learning. Fabio Capello, Ceo di LVenture e Luiss Enlabs, ha spiegato che l’obiettivo è di «portare l’innovazione nel mondo corporate», spingendo sulla leva della contaminazione fra l’infrastruttura delle aziende di grandi dimensioni e la vena innovativa delle società in uscita da università e laboratori R&D. La posta in palio, d’altronde, è quella di un mercato che cresce al ritmo di investimenti miliardari. Secondo i dati citati da Capello, si parla di un giro d’affari da 12,5 miliardi di dollari nell’anno in corso, in crescita di quasi il 60% rispetto al 2016. Ma la previsione è di lievitare a 60 miliardi di dollari, anche sulla spinta della open innovation e del circolo tra “vecchie” aziende, poli universitari e startup.