di Francesco Musolino

 

Il mercato dei videogiochi, complici i visori di realtà aumentata e gli investimenti sempre più ingenti per creare dei kolossal mondiali – dal calcio alla simulazione militare – è sempre più ricco e competitivo. E grazie alle community dei player è possibile far fronte sempre più rapidamente ad errori e bug, rilasciando patch e aggiornamenti per migliorarne la fruizione online. Ma anche in questo campo l’intelligenza artificiale corre in nostro soccorso, aprendo una nuova frontiera d’uso. Durante la recente Ubisoft Developer Conference tenutasi a Montreal, la società di gioco francese ha presentato un nuovo assistente d’intelligenza artificiale per i propri sviluppatori. Si chiama Commit Assistant e il suo obiettivo è proprio quello di catturare i bug prima che vengano scritti nel codice, risparmiando tempo agli sviluppatori e riducendo sensibilmente il numero di possibili errori prima dell’uscita sul mercato.

"Come mai non ci abbiamo pensato prima?”, afferma Yves Jacquier, che presiede la divisione di sviluppo software della Ubisoft a Montreal. Il suo dipartimento collabora anche con le università locali, proprio al fine di sviluppare ricerche volte a promuovere il settore dell'intelligenza artificiale nel suo complesso, non solo nel settore gaming. Commit Assistant è nato studiando e analizzando circa dieci anni di codice dalla libreria software Ubisoft, permettendogli di imparare in quali partizioni, storicamente, siano stati commessi errori di programmazione e facendo anche riferimento ad eventuali correzioni applicate, con l’obiettivo di giungere a prevedere in quale settore preciso un programmatore potrebbe scrivere un bug simile. “Si tratta di confrontare le linee di codice che abbiamo creato in passato, i bug creati e quelli successivamente corretti, cercando di individuare un modo per sviluppare un assistente artificiale che aiuti i programmatori e prevenga del tutto la nascita di un bug", ha spiegato Jacquier.

Non si tratta solo di maggiore affidabilità, ma soprattutto di abbattere uno degli aspetti più costosi e laboriosi del game design. Sembra infatti che per eliminare eventuali bug durante la fase di sviluppo sia necessario un team massiccio che può assorbire fino al 70% dei costi totali. Tuttavia scaricare il processo di eliminazione di errori all’Intelligenza Artificiale, anche parzialmente, non è privo di incognite. "Servono un'enorme quantità di dati e una grande quantità di energia per elaborare i dati e tutti i metodi matematici - afferma Jacquier – solo in tal modo e facendo ricorso a questi strumenti è possibile elaborare una previsione sufficiente da poter affiancare il lavoro del programmatore umano”. È ancora presto per capire quanto possa realmente influire, ma sarà necessario anche superare le resistenze degli operatori per migliorare tale collaborazione. “L’unico modo per gestire questo grande cambiamento lavorativo – prosegue Jacqueir – è la trasparenza, dimostrando come l’assistente virtuale sia un aiuto e non una forma di controllo del livello di qualità del lavoro svolto. Commit Assistant non è obbligatorio, attualmente, e deve essere inteso come uno strumento per compiere il proprio lavoro più velocemente, non un censore a caccia di errori”. Nel prossimo futuro strumenti AI di assistenza potrebbero presto sorgere anche nelle software house rivale di Ubisoft, colonizzando il mercato. Tuttavia, questo sistema per essere funzionale e affidabile, necessita di “un ambiente big data” ovvero di “innumerevoli esempi bug passati già corretti, come guida alla predizione” e proprio per tale motivo oggi è disponibile solo per gli studios con un grosso budget. Ma una spinta allo sviluppo verrà proprio dal risparmio ingente: un assistente virtuale operativo ed affidabile è in primo luogo una garanzia per la comunità dei player, garantendo un minor numero di versioni pubblicate al solo fine di correggere eventuali bug. Ed ancora, sarebbe possibile concentrare il lavoro degli sviluppatori solo sullo sviluppo e le migliorie del codice, senza preoccuparsi troppo di eventuali errori commessi, lasciando andare libera la creatività pura.