di Egidio Liberti

Riciclaggio di denaro sporco, evasione fiscale. L’allarme sull’altra faccia della New economy è schietto: il commercio elettronico è sempre di più strumento e risorsa per nascondere il flusso di fondi illeciti. L’allarme viene dall’intelligence israeliana, attivissima nella ricerca dei cyber criminali, ma anche dagli 007 del ministero delle Finanze. I superispettori del Secit, cacciatori in rete di evasori, elusori, criminali che sfruttano i nuovi strumenti elettronici per traffici illeciti. Terroristi, a volte. Si può raccogliere denaro per caricare carte prepagate anonime; ci sono le transazioni di negozi fittizi che in realtà celano attività criminali, canali di vendita online che fungono da facciata per attività finanziarie illegali. Aprirne uno oggi è così facile che chiunque può farlo, anche le organizzazioni terroristiche. Come se non bastasse, la massiccia affermazione della tecnologia finanziaria, o fintech, contribuisce a creare un sistema 'ombra' che oscura la visibilità (quindi la tracciabilità) del mercante all'entità bancaria superiore. L’aggregazione dei pagamenti rivolti ai piccoli dettaglianti costituisce un sistema complesso dentro cui ci si può nascondere facilmente. Una sorta di deep web finanziario.

Quindi, per 'tracciare' queste transazioni effettuate in internet, da dove partono e dove arrivano, servono specialisti: i governi di tutto il mondo sono attivi in questo campo. I migliori sono gli israeliani. L’unità 8200 per esempio è la task force dell’intelligence militare dedita alla raccolta di metadati e agli attacchi cibernetici. L’hanno creata nel 1952, ha sede e componenti top secret nel deserto del Negev, è l’equivalente della National Security Agency (Nsa) americana. Con loro e con i membri della conferenza di Tel Aviv l’occhio attento all’attacco cyber-globale è sempre vigile. Non sono soli. Come si diceva, i governi di tutto il mondo sono impegnati a contrastare le organizzazioni criminali e terroristiche grazie, soprattutto, a leggi e strumenti antiriciclaggio internazionali (Aml) e antiterrorismo. L’attenta analisi dei Big Data può aiutare a tracciare il riciclaggio di denaro sporco. L’e-commerce può infatti compromettere anche gli interessi tributari di uno Stato. Difficile individuare i soggetti che operano sul mercato virtuale o seguirne le tracce, specie se riguardano beni che viaggiano esclusivamente online (software, film, mp3...). Un’inchiesta dell’agenzia Reuters ha rivelato una rete internazionale di negozi online fittizi che, fingendo di offrire prodotti per la casa, celavano in realtà un network di sette siti dediti alle scommesse. Siti illegali in molti paesi, il cui giro d’affari era superiore ai 40 miliardi di dollari. Forse, oltre al prezioso lavoro di questi super ispettori, servono oggi più che mai leggi ad hoc, dal piglio contemporaneo e dal tagli tecnologico.