di Valerio Millefoglie

“Accontentarsi di un approccio o una soluzione adeguata diventa il maggior ostacolo alla ricerca di un’alternativa”. Sono parole di Edward De Bono, scrittore e ideatore del concetto di 'pensiero laterale', da lui stesso definito così: “La disponibilità a cambiare intenzionalmente modello all’interno di un sistema basato su modelli”. Così, spostandoci lateralmente su un altro argomento, per innovare nel settore sanitario, nell’industria aerospaziale, nella distribuzione alimentare e nell’agricoltura, bisogna innovare altrove. Più precisamente nel settore del motorsport. Si chiama 'Innovazione orizzontale': trasferire la tecnologia da un settore all’altro. Ad esempio da un circuito automobilistico a un microcosmo contenuto nell’incubatrice in un reparto neo-natale per bambini prematuri. In questo caso le attrezzature avanzate utilizzate nel motorsport forniscono dati vitali quando i neonati vengono trasportati da un ospedale. Segnalano come la velocità dell’ambulanza, e le conseguenti vibrazioni su strada, vengono percepite dal piccolo paziente, correlandole inoltre alla frequenza cardiaca o alla pressione sanguigna. Conoscere in tempo questi dati può fare la differenza e salvare una vita in una fase critica come il periodo di pre-maturità.

Muovendoci verso un altro settore, totalmente diverso, possiamo dire che la Formula 1 è un frigorifero. Infatti l’utilizzo delle capacità della Formula 1 aiuta a ridurre l’energia consumata dai frigoriferi dei supermercati. Attualmente in Inghilterra marchi come Sainsbury e Asda stanno collaborando con Williams Advanced Engineering per sperimentare un nuovo sistema aerodinamico che cattura e mantiene più aria fredda all’interno dei frigoriferi; con un conseguente e importante risparmio energetico medio del 21%, dato particolarmente significativo in quanto circa il 3% dell’elettricità della Gran Bretagna viene consumato dai frigoriferi dei supermercati. Ad alimentare questi incroci, questo pensiero laterale che da pensiero si fa fatto, sono due enti britannici: lo IET, l’istituto di Ingegneria e Tecnologia, e il MIA, l’Associazione Industria Motorsport. Insieme hanno lanciato un’iniziativa per sensibilizzare e incoraggiare una maggiore collaborazione all’interno della comunità di ingegneria e tecnologia.

Naomi Clmiter, da pochissimo ex presidente dello IET, ha ricordato in un’intervista una sua esperienza nel settore della produzione di televisori con la Sony. “Ci siamo resi conto di avere un’enorme competenza nella creazione di immagini ad altissima qualità e nella precisa resa dei colori su schermo. Questo può essere decisivo in ambito sanitario. Ad esempio in sala operatoria, durante un’endoscopia, il colore e la consistenza del sangue possono dire molto al chirurgo sulla salute del paziente durante l’intervento, dunque è fondamentale che la rappresentazione su schermo sia il più fedele possibile”. Chris Aylett, direttore generale della MIA, ha osservato che le tecnologie innovative nel settore del motorsport sono state create per soddisfare le “richieste inesorabili e veloci di quel mondo”. Tutta questa velocità, pensandoci, è come se non servisse solo per tagliare il traguardo in pista. Idealmente i piloti potrebbero non fermarsi, e invece di salire sul podio spingere l’auto fuori dal circuito automobilistico, verso altri circuiti e orizzonti.