di Caterina Vasaturo

Opporre resistenza al progresso tecnologico e, nello specifico, alla digitalizzazione equivale a restare fuori dal mercato. È il diktat della nuova cultura imprenditoriale. Occorre attrezzarsi. Il controllo e l’organizzazione della produzione alimentare, se rivoluzionati, saranno più efficienti. Per questo è ormai necessario mettere in comunicazione impianti e macchinari. Proprio come in un social network. Il progetto pilota sviluppato dalla Smart Manufacturing Leadership Coalition si rivela perfetto per testare le piattaforme intelligenti e per creare un modello di business collaborativo, capace di ridurre i costi, condividere dati e facilitare l’innovazione.

Dai sistemi di smistamento meccanico degli alimenti alla catena della fornitura, la fabbrica digitale migliora la qualità produttiva, collegando i modelli di progettazione computerizzata (CAD) alle celle di lavoro. Il funzionamento del processo è simulato virtualmente, per testarne la validità, prima di investire nel modello fisico.

Ad oggi la condivisione di dati digitali non è stata completamente abbracciata dall’industria alimentare e delle bevande, perché gli strumenti di pianificazione e di fabbricazione CAD sono utilizzati tipicamente per la progettazione e la costruzione di prodotti finiti, come le automobili. Ma i trend dei consumatori stanno rimodellando il futuro del cibo. Gli utenti desiderano sempre più conoscere la provenienza di ogni ingrediente, anche a causa del dilagare di allergie e di intolleranze alimentari. Per soddisfare le nuove esigenze e garantire che non ci sia contaminazione è necessario avere dati e informazioni trasparenti e accessibili. La catena di approvvigionamento è il punto da cui avviare la digitalizzazione. I dispositivi in lavorazione si trasformano in sistemi cyberfisici che, grazie a sensori, attivatori e piccoli computer integrati, organizzano autonomamente la produzione. L’impiego di internet e il conseguente collegamento in rete delle macchine consentono di tener traccia degli ingredienti, risalendo all’originaria provenienza. La fabbrica del futuro si servirà di un invisibile filo digitale, pronto a eseguire le operazioni di pianificazione, tracciabilità, manutenzione delle apparecchiature e controllo della qualità.