di Caterina Vasaturo

Che provenga da uno strumento tradizionale o da un computer super sofisticato, la musica ha sempre un potere coinvolgente. Ma cosa accade se si getta un ponte tra le radici del suono e le nuove tecniche informatiche? Sicuramente cambia il modo di fare spettacolo. MAPPS ne è un esempio lampante. Il software musicale di ultimissima generazione ha potenzialità impressionanti ed è capace di ‘comporre’ praticamente qualsiasi cosa. Collegato a un computer centrale, combina varie tecniche strumentali, mescolando un insieme di vibrazioni polifoniche e dando vita a una vera e propria orchestra, basata sulla fusione di livelli sonori e dinamici di ogni tipo.

Interagendo in tempo reale con le moderne e ricercate tecnologie, è possibile ricreare la magia di un vero ensemble, trasferendo sul palco ciò che normalmente si produce in studio. La speciale piattaforma non ha limiti per la composizione, l’improvvisazione e l’esecuzione musicale, e ridefinisce il concetto di performance artistica sotto il profilo della creatività. Ecco perché sono sempre di più le band che utilizzano MAPPS per le proprie esibizioni. Si pensi al berlinese TrioMetrik, i cui show integrano il ritmo di pianoforte, violoncello e batteria con un’acustica elettronica completamente libera. O ai concerti del Kronos Quartet, il quartetto d’archi che spazia dalla musica contemporanea minimalista alle riletture jazz e rock in chiave tecnologica. Probabilmente l’innovazione più grande è la Polar Suite di Doug Quinn, il primo quartetto d'archi composto ed eseguito con un raggio di sensori Bluetooth.

Il meglio del passato si unisce alle potenzialità del futuro e definisce nuovi punti chiave nell’evoluzione musicale. Manopole e fili diventano come archetti e bacchette. I gesti del performer s’immergono in questo nuovo sistema dalle potenzialità pressoché infinite. Lo spartito potrebbe cambiare direttamente il suono dello strumento. A sua volta, lo strumento potrebbe influenzare lo spartito. Emozione più grande: interagendo con le tecnologie in tempo reale, l’improvvisazione è di casa. Proprio come accade ai musicisti professionisti.