Secondo stime della Commissione europea, l'economia Ue avrà bisogno di una quota di 500mila-700mila professionisti dell'Ict entro il 2020. Tra i settori con più urgenza ci potrebbe essere proprio l'intelligenza artificiale, un mondo a elevato tasso di crescita dove è difficile – per ora – stabilire i profili professionali più ricercati. Di sicuro ci saranno margini per gli ingegneri dell'automazione, specializzati in robotica e già ambiti dai colossi dell'Ict per la realizzazione di “macchine intelligenti” all'interno dei propri sistemi produttivi.
Ma è probabile che il fabbisogno si focalizzi anche su figure capaci di analizzare e interpretare l'enorme mole di dati forniti dal Web, a partire da data scientist e cloud specialist: gli specialisti nella gestione di ambienti cloud, i sistemi di elaborazione e archiviazione di dati che occupano un ruolo crescente nel business di colossi come Microsoft e Amazon. Non è detto, però, che tutti i professionisti siano formati ex novo sull'intelligenza artificiale: parte delle 500mila posizioni vacanti potrebbe essere coperta con il cosiddetto re-skilling, l'aggiornamento in chiave Ai (artificial intelligence) di tecnici già formati in altri settori.