di Valentina Della Seta

Classificare le opere ispirandosi al procedimento usato dagli scienziati per mappare i geni che compongono il Dna umano, e secondo un sistema che comprende, per ora, più di mille categorie: è l’idea alla base di The Art Genome Project, il sistema ideato dalla piattaforma educativa e di vendita di arte on-line Artsy, creata da Carter Cleveland nel 2009 (è operativa dal 2012) per mettere l’arte di tutto il mondo a disposizione di chiunque sia in possesso di una connessione internet.

E proprio l’Art Genome Project è ciò che rende possibile il sistema di catalogazione di Artsy. Si tratta di un processo sempre in divenire, che impegna un team di venti storici dell’arte e di esperti chiamati a esaminare le opere e ad assegnare loro varie caratteristiche. L’idea è di utilizzare un approccio multidisciplinare, accostando gli aspetti concettuali e formali dell’arte, dell’architettura e del design per creare connessioni e risonanze tra artisti e opere nel corso del tempo e dello spazio. Fino ad oggi sono stati ‘genomizzati’ circa 22.000 artisti e 220.000 opere d’arte. L’intento di Artsy non è solo commerciale, il progetto contribuisce infatti a restituire all’arte le sue caratteristiche primarie di semplicità e raggiungibilità e permette agli utenti di muoversi seguendo percorsi che legano artisti più conosciuti ad altri emergenti.

Le principali strade da percorrere per esplorare il genoma dell’arte sono 11, tra cui il medium, ad esempio pittura, scultura, performance, stile o movimenti, come impressionismo, pop art, cubismo, e il contenuto, che può comprendere ritratti, nudi, paesaggi, nature morte o animali. Ma da dove vengono e come sono state scelte le categorie? È come se si trattasse di un organismo in continua evoluzione, che cresce grazie alla collaborazioni con tutti i musei, i collezionisti e le gallerie d’arte del mondo che hanno messo opere e conoscenza a disposizione del progetto. I geni, va detto, non sono tag, non rispondono a un sistema binario ma di punteggio, che può variare da 0 a 100. L’approccio è flessibile, e il suo intento è di favorire prima di tutto gli utenti. Le categorie non sono rigide, cambiano sempre, proprio come l’arte in sé. Basta pensare alle aggiunte più recenti, che comprendono post-internet art e computer aided design, senza mai dimenticare che l’arte ha un passato lungo quanto la storia dell’umanità, che si può esplorare passando attraverso la scultura cinese del 1000 a.C. - il gene è Western Zhou Dynasty - attraverso l’abbagliante gene denominato Sedicesimo secolo, che permette di vedere accostate le opere di Tiziano, Michelangelo, Raffaello e El Greco. Passato, presente e futuro si mescolano anche nelle tavole rotonde in cui gli esperti di Artsy utilizzano l’Art genome project per interrogarsi sul ruolo sociale e culturale dell’arte oggi, in particolare sulla sua capacità di migliorare la qualità di vita e relazioni umane in un modo non troppo diverso da quello reso possibile finora dalle scoperte della scienza.