di Caterina Vasaturo

 

Non sembra paradossale che, proprio nel Paese in cui le donne vedono negati i diritti elementari, un robot riceva, invece, il riconoscimento pieno dello status di cittadino? È quanto accaduto in Arabia Saudita. Quello di Sophia è il primo caso al mondo di umanoide di sesso femminile a godere delle libertà e delle prerogative garantite alle persone fisiche.

Costruito dalla compagnia americana Hanson Robotics (di base a Hong Kong), l’automa ha fatto il suo ingresso nella società araba, partecipando alla Future Investment Conference di Riad. L’incontro, moderato dal giornalista del New York Times Andrew Ross Sorkin, ha avuto un’ironica protagonista, che ha più volte scherzato sui prodigi dell’Intelligenza Artificiale, ma che non ha esitato a rassicurare il pubblico, spiegando che intende usare le sue capacità per «aiutare gli esseri umani a vivere un’esistenza positiva e per rendere il mondo un posto migliore».

La progettazione di case intelligenti e di smart city richiede, però, un ingrediente necessario: l’empatia. Così, Sophia ha espresso la propria intenzione di capire gli uomini, sforzandosi di comprenderne stati d’animo e sentimenti, al fine di ottenere la loro fiducia. I buoni propositi, tuttavia, non sono bastati a scansare le proteste, che si sono scatenate soprattutto sui social media. Il rilascio del passaporto all’affascinante androide ha, infatti, suscitato la rabbia di molte cittadine saudite, sottoposte a leggi ancora troppo restrittive e, di fatto, scavalcate dai privilegi concessi a una macchina. Niente burqa, né abaya, ma un look moderno e sobrio. Nessun guardiano maschile per uscire di casa o per iscriversi a scuola, ma totale libertà decisionale e di movimento. La cittadinanza riconosciuta a Sophie ha messo da parte gli entusiasmi delle donne arabe per la loro recente conquista, la facoltà di guidare finalmente l’automobile. Dunque, l’antica penisola, nota per la sua rigidità e arretratezza nei riguardi del mondo femminile, ha stupito tutti con un colpo di scena e si accredita come uno dei centri mondiali all’avanguardia per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.