di Valentina Della Seta

 

Il mondo sta cambiando in fretta, grazie alle innovazioni della tecnologia e della diffusione globale di internet: anche la scuola e i sistemi educativi di tutto il mondo si stanno trasformando. Un nuovo modello di istruzione, tra i più interessanti e discussi, è l’apprendimento personalizzato, che tende a far lavorare ogni studente secondo i propri tempi e le proprie capacità. Ci si domanda da un po’ di tempo se un genere di istruzione così flessibile, e così dipendente dalla tecnologia, potrebbe funzionare applicato su larga scala.

Per tentare di scoprirlo è stato svolto uno studio su diversi distretti scolastici degli Stati Uniti: Piedmont in Alabama; Fulton County in Georgia e Horry County in South Carolina. Grazie ai finanziamenti della fondazione Bill & Melinda Gates le scuole hanno ricevuto i fondi necessari ad acquistare gli strumenti tecnologici per tutti gli studenti. 

Le scuole di Piedmont per esempio hanno avuto a disposizione già dal 2009 più di mille laptop e tablet per gli studenti, anche con lo scopo di ridare vita alla comunità, che si trova nel nord-est dell’Alabama sotto i monti Appalachi, e che in quell’epoca era indietro, rispetto a gran parte degli Stati Uniti, a livello di diffusione della rete. Gli osservatori si sono resi conto che in un paio di anni gli studenti hanno cominciato a essere a un livello di istruzione più avanzato rispetto alla classe scolastica in cui si trovavano.  

Secondo gli insegnanti, l’ausilio della tecnologia nelle classi ha portato risvolti sorprendentemente positivi. Ma studiando questo modello di educazione sono venute fuori anche le prime debolezze. Gli insegnanti hanno riferito che la personalizzazione dei programmi richiede a volte troppo tempo per essere applicata, soprattutto per cercare, creare e mettere online le risorse. Ma si tratta di un problema che si potrebbe risolvere presto, con la diffusione di tale sistema e con la creazione di database e playlist, che garantirebbero anche la conformità dei contenuti con gli standard minimi richiesti per tutti. Gli studenti invece si sono dimostrati entusiasti e con sempre maggiore voglia di imparare. Alla faccia di chi pensa che la diffusione tra i ragazzi di tablet e computer sia una rovina e non un ausilio al progresso culturale.