di Gianluigi Ricuperati

Che ci siano vari tipi di intelligenza – quella razionale, ma anche quella emotiva - sono almeno vent'anni che lo sappiamo: dall'omonimo best seller di Daniel Goleman (Intelligenza Emotiva, 1997). Ma che una Intelligenza Artificiale sia in grado, oltre che di imitare l'uomo nelle sue funzioni logiche, di riconoscere e classificare (non ancora di provare) delle emozioni, questa è una vera novità. Eppure è quello che sta succedendo a VSCO.

Lanciata nel 2011, l'app di condivisione foto VSCO ha trovato una nicchia tra fotografi professionisti e dilettanti che cercano di ottenere feedback e migliorare le loro competenze. In apparenza, offre un'esperienza simile a Instagram. Ma l'idea è quella di condividere le immagini per connettersi con gli altri e trarre ispirazione, non per aumentare il numero dei follower o raggiungere un certo numero di like, commenti o condivisioni. (Per questo, non ha affatto commenti o like).

Questo obiettivo ha portato la società al suo più recente upgrade: Ava, un software di apprendimento automatico che esamina ogni foto della piattaforma, identifica gli attributi chiave, e utilizza quindi tali informazioni per collegare gli utenti con altri creatori che lavorano in uno stile simile e spesso catturano le stesse emozioni. Questo lavoro di inserimento tag è stato precedentemente fatto da esseri umani a VSCO. Ora Ava si farà carico di questo compito, utilizzando proprio tutte le informazioni archiviate finora da 'persone reali'.

"E continuerà ad essere alimentato e addestrato dal nostro team qui a VSCO", afferma Joel Flory, cofondatore e CEO di VSCO. "Al posto di un riconoscimento oggettivo, Ava opera una osservazione della foto simile a quella che farebbe un essere umano, cercando di comprendere la qualità il contenuto - non letteralmente basato su ciò che è nella foto, ma sul sentimento che potrebbe ispirare la visione di quella immagine". Ad esempio, un fotografo potrebbe essere solito scattare immagini con una connotazione di tristezza. Ava sarà in grado di rilevare ciò, e poi suggerire altri artisti sulla piattaforma che scattano in un simile stile.

Questo particolare tipo di intelligenza artificiale nasce dalla necessità, per la società, di esaminare i milioni di foto pubblicate su VSCO per classificare non solo le immagini ma gli artisti dietro di loro. Ma la componente umana non cesserà di essere utilizzata: "Il nostro team può effettivamente entrare nel processo e dire 'questo non è preciso', così Ava può imparare e andare avanti con più conoscenze”.

Un'altra utilità di Ava ha a che fare con il marketing. In un'epoca in cui i marchi cercano di pubblicare contenuti su Twitter, Facebook, Instagram e altre piattaforme social, trovare chi crea i contenuti può essere un processo impegnativo. La necessità di più contenuti aumenta, ma i fondi destinati alla loro creazione no, o almeno non alla stessa velocità. "Questo è un problema che l'industria sta affrontando e crediamo di poter aiutare a risolvere", afferma il vicepresidente del marketing di VSCO Gene Paek, ex capo del marketing a Instagram. Dall'altra parte i creatori di contenuti hanno difficoltà a farsi trovare, a meno che non siano dei fotografi già famosi o con molti follower. Quello che potrà fare VSCO tramite Ava è far incontrare domanda e offerta, per così dire. Prossimo passo? Un'AI che è in grado, da sola, di scattare foto 'emotive'. Ma non è un passo vicino, per fortuna.