di Valerio Millefoglie

Sullo schermo nero compare un conto alla rovescia che ci porta dal 2016 al 10.000 a.C. Subito dopo, sulle pareti di una caverna rosso fuoco, vediamo prendere vita l’epopea della tribù dei Wanja: un popolo di cacciatori che cerca la pace e si ritrova invece a dover combattere contro dei guerrieri cannibali. A raccontare la loro storia è uno sciamano. Inizia così il videogioco Far Cry Primal, classificatosi nel 2016 come Best Animation ai Canadian Videogames Awards.

A produrre, e a riprodurre, questa età della pietra è stata la Ubisoft Montreal, che con oltre 2.100 dipendenti è il più grande studio di sviluppo videogiochi presente in Nord America ed Europa. Insieme ad altre industrie del settore, come Nintendo, Microsoft, Capcom, fa parte dell’ESAC, Entertainment Software Association of Canada. Nel 2014 l’associazione ha firmato un documento che potremmo definire dell’età dell’innovazione, in cui si chiedeva al governo federale del Canada di semplificare i processi di immigrazione dei lavoratori stranieri per aiutare lo sviluppo del settore videogiochi. Nel documento si precisava: “In Canada ci sono laureati sufficienti a soddisfare la domanda di posizioni di lavoro junior, ma a fronte di questa elevata domanda si nota una carenza di talenti senior: programmatori, designer di giochi, artisti digitali e creativi”. Da uno studio del 2012 è emerso che già allora un terzo delle aziende reclutava lavoratori stranieri; i tempi di recruitment erano però così lunghi che durante il processo i candidati sceglievano altre mete.

Finalmente, proprio ora, a giugno del 2017, il governo federale ha risposto introducendo delle modifiche nella riforma del Temporary Foreign Worker. Con il Global Talent Stream, i permessi di lavoro saranno disponibili in due settimane. “Avere un accesso tempestivo ai migliori talenti del mondo è fondamentale per i settori altamente qualificati e in crescita come l’industria del videogioco in Canada”, ha dichiarato Jayson Hilchie, presidente e CEO di ESAC. “Il Canada può continuare ad essere un leader mondiale solo se è capace di attrarre e di conservare i talenti in grado di aiutare anche la formazione dei canadesi stessi”.

Tre milioni di dollari è la cifra con la quale l’industria dei videogiochi contribuisce ogni anno al PIL del Canada. Gli altri numeri sono: 450 aziende di gaming che occupano 20.400 lavoratori, di cui il 13% è straniero. Già nel 2012 uno studio aveva evidenziato come proprio la forza lavoro straniera avesse contribuito al successo della Silicon Valley. L’innovazione passa per la conoscenza, e la conoscenza passa solo se di mezzo non ci sono muri e burocrazie: così la mente può spaziare, immaginare, ricreare l’età della pietra per ricordarci da dove siamo partiti, e dove non dovremmo tornare se non per gioco.