L'intelligenza artificiale non farà terra bruciata dell'occupazione. Anzi: potrebbe creare più opportunità di quante ne “distrugga” con il suo potenziale innovativo. A dirlo sono l'83% dei manager intervistati da Capgemini, una multinazionale francese della consulenza informatica, in un report sulle prospettive di sviluppo favorite dall'adozione di tecnologie affiliate all'Ia («Turning Ai into concrete value», trasformare l'intelligenza artificiale in un valore concreto). Il gruppo ha intervistato un campione di quasi 1000 executive, interpellati sulla più scomoda delle domande: i rischi di automazione dei lavori umani, resi ridondanti (se non superflui...) dalle soluzioni di artificial intelligence nel ciclo produttivo delle aziende. Il risultato è che oltre 8 manager su 10 vedono margini di crescita positivi per l'occupazione nell'era delle tecnologie Ia, quota che sale al 94% nel caso degli italiani. E non si parla di ruoli secondari, ma di figure di grado medio-alto: il 41% dei nuovi lavori sarà destinato a manager, il 19% a direttori, il 18% a coordinatori, il 15% a dipendenti generici e il 7% ai quartieri alti della cosiddetta «C-suite», il livello gerarchico che include Ceo e top manager.