di Dario De Marco

Barche affondate, relitti enormi, vascelli circondati dalle acque. Emergono dal lago Michigan in questa stagione. Anzi non emergono affatto, restano sommersi. Ma, per un brevissimo periodo, sono visibili dall'alto, nelle acque trasparenti in maniera irreale. La guardia costiera del lago, in un volo di ricognizione, la ha notate e fotografate. Sembrano le installazioni di un artista contemporaneo, particolarmente immaginifico e dedito a progetti di complessa realizzazione pratica. Anche il carattere temporaneo dell'apparizione sembra il prodotto di una mente particolare. Invece è tutta una combinazione di tempo, cronologico e meteorologico, di natura e di tragedie umane.

Un relitto nei Grandi Laghi non è una rarità: gli esperti calcolano che ce ne siano circa 6mila, di cui 1500 solo nel lago Michigan. Alcuni sono molto grandi, e molto antichi: il James McBride per esempio, che nel 1848 fu il primo cargo atlantico a scaricare direttamente in un porto lacustre. Di alcuni si conosce la storia bene (come la nave che trasportava legname, che nel 1917 affondò dopo che i 32 membri dell'equipaggio si furono messi in salvo), di altri solo frammenti, o nulla. Le imbarcazioni sommerse hanno dato vita a un vero e proprio indotto turistico: le immersioni per visitarle, per calarsi in quelle che si può definire non un paradiso naturale ma un purgatorio umano. Ma dall'alto fa tutt'altro effetto. Però è una possibilità che si verifica pochi giorni all'anno, in primavera. Dall'autunno all'inverno infatti la superficie del lago è completamente ghiacciata. Quando i ghiacci si sciolgono l'acqua appare insolitamente cristallina, e la visibilità è perfetta: i relitti sembrano sospesi nell'aria. Subito dopo però le alghe del lago iniziano a fiorire, e tutto torna nell'oblio.