di Mattia Nesto 

 

Non solo in Italia ma in tutto il mondo si discute sulle soluzioni per rendere l’insegnamento attraente per le nuove generazioni e al passo con i tempi. A questo proposito numerosi esperti di comunicazione si stanno adoperando per trovare i modi più funzionali. Brendan Boyle, partner di IDEO, pensa ad esempio che lanciare idee sia sempre meglio che dare dei divieti: “Per allontanare mio figlio dall’uso incessante del telefono – ha spiegato il fondatore di Toys Lab – gli propongo delle sfide invertendo le regole: ad esempio non puoi fare i compiti se prima non sei uscito e non hai giocato per 45 minuti. In questo modo il bambino è spinto a fare i compiti, vedendoli come un premio”. Ma le idee di Boyle non finiscono qui: “Tento sempre di spingere mio figlio a creare qualcosa e per questo motivo sono attento a dargli solide basi. Se ama disegnare ecco che mi affido ad un artista locale, di modo che possa insegnare a mio figlio le tecniche fondamentali. Così come non mi fossilizzo nell’inseguire la perfezione da manuale genitoriale, essendo ben conscio che ogni bambino è diverso e ogni bambino ha bisogno di un diverso approccio e comportamento”.

Per quanto concerne le punizioni bisogna sempre che siano costruttive: “Non ha senso dire vai in camera e rimanici a riflettere sui tuoi sbagli”, afferma Erin Cohn, membro di Leadership + Design, un’azienda di consulenze per le scuole. “Meglio è affidare un compito specifico, come rimuovere le erbacce dal giardino”. Le fa eco Sarah Rottenberg, Direttrice Associata dell’Integrated Product Design Program della University of Pennsylvania che dichiara: “Incoraggiare ad accettare le proprie differenze è fondamentale nell’istruzione, così come abituare i propri figli, sin da piccoli, a risolvere i problemi con flessibilità, senza seguire schemi precostituiti”.  Infine Colleen Murray, Vice Presidente della Jump Associates, spiega: “Bisogna sempre presentare più di un opzione al proprio figlio, mai dirgli esattamente la cosa giusta da fare: solo con una scelta consapevole si potrà veramente crescere”.