di Vanna Carlucci

 

Bisogna partire dal presupposto che le nuove generazioni devono necessariamente fare i conti con una realtà altamente interattiva, una realtà tecnologica a 360 gradi. È per questo che anche i programmi scolastici devono stare al passo con nuovi strumenti in grado di fornire un maniera diversa di insegnamento. Questo è quello che sta accadendo, ad esempio, agli studenti di Baywood Elementary School di Los Osos o della scuola di Bonita a Santa Maria: attraverso una stampante 3D infatti, hanno la possibilità di creare tutto ciò che è necessario per i propri progetti a scuola. È essenziale capire che i giovani di oggi sono abili con le nuove tecnologie e sono in grado di gestire e applicare certi strumenti all’interno di un programma di studio. Perciò ecco che alcune scuole hanno creato un programma online chiamato Tinkercad, un'applicazione per la progettazione e la stampa, o hanno creato collegamenti wireless in tutta la scuola, o ancora discussioni virtuali tra studenti e professori attraverso l’applicazione Google Classroom, che permette anche di condividere documenti e foto in tempo reale.

Naturalmente bisogna considerare anche i contro: internet e i social rendono pubblico anche ciò che deve restare privato; a maggior ragione, è importante che i giovani studenti siano consapevoli degli strumenti tecnologici che hanno tra le mani per poter gestirli meglio, con una maturità diversa e una gestione dei mezzi tecnologici molto più misurata. Insegnare con la tecnologia, ma anche insegnare la tecnologia consiste proprio in questo: nel formare il futuro cittadino digitale, ed è qualcosa che si misura nel tempo.