di Vanna Carlucci

 

Il 26 e 27 luglio presso la scuola media Hans Christensen di Menifee si è tenuto un summit organizzato da Google Camp. Si tratta di una serie di corsi, workshop, dibattiti per  imparare gli strumenti di insegnamento online. Lo scopo è promuovere l’innovazione in un ambito tendenzialmente tradizionale come quello della scuola. È infatti importante essere al passo con i tempi, e con un nuovo metodo di studio che può certamente coinvolgere lo studente ma soprattutto l’insegnante. Inserire determinati strumenti tecnologici all’interno di un programma educativo è necessario anche per una maggiore consapevolezza e un migliore sfruttamento da parte delle generazioni presenti e future dei servizi online.

In questo modo gli educatori vengono guidati verso nuove capacità di utilizzo degli strumenti di apprendimento: pensiamo ad esempio alla Google Apps for education che è un applicazione disponibile per cellulari, tablet e altri dispositivi tecnologici, con la quale i documenti vengono salvati nel cloud e poi scambiati tra studenti e insegnanti. Durante le due giornate sono state date indicazioni sull’utilizzo di altre applicazioni: come Chromebook, che rende molto più veloce la gestione tra client e server, tra utente e macchina. O come Google Classroom, che è un servizio online gratuito per le scuole: gli insegnanti infatti possono comunicare con la propria classe di lavoro, assegnare compiti, rilasciare avvisi, creare corsi, organizzare un calendario per gestire meglio il programma didattico, e gli studenti possono in tempo reale visualizzare documenti, voti, dialogare con l’insegnante azzerando distanze temporali e spaziali.