di Valerio Millefoglie

La custodia di una videocassetta con il segno di un morso e lo slogan “Il cinema a casa tua” sono la madeleine del cinefilo anni ’90, quando Blockbuster noleggiava videocassette e videogiochi al mondo intero. Nel 1989 fu calcolato che apriva un nuovo punto vendita ogni diciassette ore. L’azienda è fallita nel 2013. “Non è una decisione facile, ma la domanda dei consumatori si sta muovendo chiaramente verso la distribuzione digitale dell’intrattenimento video”, dichiarò all’epoca l’amministratore Joseph Clayton. Oggi resistono alcuni punti vendita in Alaska, a Fairbanks, dove le temperature raggiungono i 50 gradi sotto zero. “Guarda ciò che vuoi ovunque”, si legge sul sito del servizio di tv on demand Netflix, che ha dato il colpo di grazia a Blockbuster.

Di recente l’economista Luigi Zingales ha citato la vicenda di queste due aziende a esempio di come dovrebbe funzionare una buona e giusta economia: un’azienda ha un’idea innovativa che per un periodo di tempo offre un vantaggio competitivo, successivamente arriva un nuovo innovatore che la spinge da parte, fuori dal mercato. Secondo Zingales questa dinamica non avviene più molto spesso. Anzi, continua Zingales, l’economia americana si avvicina di più a quello che definisce “Il ciclo dei Medici”, riferendosi alla potente famiglia della Firenze medioevale. “Io sostengo che più certe imprese hanno potere di mercato, tanto più hanno la capacità e la necessità di acquisire potere politico. Così, la concentrazione del mercato può facilmente portare ad un 'circolo vizioso Mediceo' dove il denaro viene utilizzato per ottenere potere politico e il potere politico viene utilizzato per guadagnare denaro”.

Un altro economista, Steven Kaplan dell’Università di Chicago, convalida la tesi di Zingales portando a esempio Facebook. L’azienda di Zuckenberg ha annientato i propri concorrenti acquisendoli. Instagram, WhatsApp, Snapchat, avrebbero sicuramente tolto fette di mercato nel settore dei social media. Se una legge antitrust impedisse ai leader di settore acquisizioni di questo tipo, commenta Zingales, limiterebbe il loro potere sul mercato consentendo una maggiore concorrenza. Molte di queste fusioni inoltre non porterebbero a innovazioni migliori o a vantaggi all’economia globale.

C’è da aggiungere un particolare curioso alla storia. Alla fine degli anni ’90 Blockbuster si lasciò sfuggire un’occasione: quella di acquisire per 50 milioni di dollari proprio Netflix, l’azienda che ne avrebbe decretato la fine. Se l’avesse fatto, chissà oggi se sarebbero nate serie tv come House of Cards, Stranger Things e Narcos; e se lo scrittore Hanif Kureishi avrebbe comunque dichiarato che “le serie tv sono la muova letteratura”.