di Roberta Vasta

 

Tokyo ha pianificato di mandare in missione degli esperti dal pollice verde in ogni angolo del mondo per riassestare i giardini in stile giapponese che si trovano in stato di abbandono.

“Ci sono circa 500 giardini tradizionali in giro per il globo – dalla Francia agli USA, passando per la Thailandia e l’Argentina – e dozzine di questi hanno disperato bisogno di aiuto dopo anni di incuria”, ha dichiarato il ministro dell’ambiente giapponese.

All’incirca 40 giardini necessitano di un lavoro di rivalorizzazione immediata. Secondo il ministro, fra le problematiche a cui fra fronte vi è la crescita fuori controllo degli alberi e la manutenzione delle lanterne di pietra, spesso rovesciate.

Il governo di Tokyo, allarmato per un eventuale imbarazzo nazionale, sta fronteggiando il problema inviando dei giardinieri nei luoghi più trascurati, a cominciare da un team di 5 persone che viaggerà quest’anno in Romania e in California.

Il ministro, inoltre, si impegnerà ad organizzare anche delle conferenze su come mantenere i giardini in buone condizioni.

Questo primo team di lavoro trascorrerà diverse settimane in giardini che si estendono in maniera incontrollata, la cui misura è di circa 5.000 metri quadrati ognuno. I giardini giapponesi si sono sempre contraddistinti per delle caratteristiche estetiche specifiche come, ad esempio, i ponti di pietra, i laghetti, i sentieri coperti di muschio, le lanterne e i bonsai perfettamente potati.

Molti sono curati in maniera maniacale, ma molti di quelli che sono stati costruiti fuori dal Giappone a partire dalla fine del XIX secolo, spesso come parte di espozioni universali, non possiedono uno staff preparato e specializzato per mantenerli in buone condizioni.

L’inchiesta del quotidiano Asahi Shimbun sui giardini abbandonati ha spinto le ambasciate giapponesi all’estero a richiedere un aiuto per riparare al danno.

“I giardinieri giapponesi, dopo aver costruito i siti, hanno anche lasciato dei manuali di riferimento, ciononostante è molto complicato riuscire nella manutenzione” ha affermato il ministro. “Speriamo che questi giardini possano essere dei luoghi che aiutino la diffusione della cultura giapponese fra la gente d’oltreoceano”.