Anche in Italia cresce il mercato della industria 4.0, l’impresa di “quarta generazione” che si integra con analisi dei Big Data, stampa 3D e, appunto, intelligenza artificiale. A fine 2016 il mercato dell’Industria 4.0 ha raggiunto il valore di 1,83 miliardi di euro (in crescita del 18,2% rispetto all’anno precedente e con un’incidenza del 44% per i prodotti e servizi ICT) e nel primo trimestre del 2017 la domanda di prodotti e soluzioni digitali 4.0 è aumentata tra il 10% e il 20%, con l’aspettativa di mantenere una crescita sostenuta nell’arco dei prossimi anni. I segnali sono di miglioramento, ma le dimensioni di mercato restano minimali rispetto alla concorrenza globale. Uno studio di Markets&Markets, una società di ricerca americana, ha stimato un giro d’affari da oltre 150 miliardi di dollari entro il 2020, con un tasso di crescita anno su anno superiore al 14%. L’Italia si aggancia al trend con numeri più modesti, anche se il freno è soprattutto culturale: mancano risorse specializzate nel settore, sia dal punto di vista dei neolaureati sia da quello del management. E non è un caso che il Piano nazionale industria 4.0, approvato dal Mise, spinga per il raggiungimento di 3mila manager dell’Ia entro il 2020.