I fondi venture capital guardano alla Cina. Con un interesse ad hoc per l'intelligenza artificiale. Secondo uno studio della società di consulenza Kpmg, il 2017 potrebbe essere un anno ancora più caldo per il mercato cinese dei capitali di rischio. L'anno scorso i venture capitalists hanno messo sul piatto un totale di 31 miliardi di dollari, in crescita del 19% rispetto al 2015. Da gennaio in poi si annunciano operazioni anche più robuste, con focus sui mondi della AI e della robotica. Per farsene un'idea, basta dare un occhio agli annunci dei principali player di settore. Baidu, il “Google cinese”  lanciato nel 2000, ha assunto l'ex manager di Microsoft Qi Lu nell'obiettivo di «diventare tra i leader globali nell'intelligenza artificiale». Tencent, la società che ha dato vita alla app da quasi 850 milioni di utenti WeChat, conta di lanciare in tempi stretti un laboratorio di intelligenza artificiale (AiLab). Ma l'interesse si diffonde anche in ambito accademico: secondo alcune indagini, le pubblicazioni scientifiche sul tema Ai prodotte in Cina sono seconde per numero solo articoli pubblicati negli Stati Uniti. E se si guarda ad alcuni segmenti, come il “deep mind”, il sorpasso è già avvenuto.