di Francesco Musolino

 

Dimenticate penna e calamaio. Mettete da parte la lavagna e anche i quaderni. La scuola sta cambiando sotto i nostri occhi e fra registri digitali e app, il futuro dell’educazione scolastica è già qui. Siamo piombati nell’era dell’apprendimento digitale, con aule virtuali e insegnanti in streaming. Sta già accadendo in un numero crescente di scuole negli Emirati Arabi Uniti che hanno adottato piattaforme di e-learning, contribuendo fattivamente a migliorare la qualità dell'educazione degli studenti.

Cosa significa in termini pratici? Tramite gli strumenti di e-learning, gli studenti possono ottenere i compiti a casa e non solo; viene garantita la possibilità di interagire con gli altri studenti, partecipando a discussioni educative, simulando al meglio il dibattito nell’aula scolastica. Un fenomeno in espansione, del resto in questi ultimi anni le piattaforme virtuali hanno acquisito una fetta crescente di mercato grazie all’insegnamento accademico: le dispense ufficiali si mandano via mail; il dialogo con i tutor e anche le sessioni di esame si può fare in videochiamata, massimizzando gli sforzi e riducendo al minimo il costo logistico (prenotazioni alberghiere, biglietti aerei e spese vive per raggiungere gli atenei) e, di fatto, eliminando i tempi di attesa.

La GEMS Wellington Academy in Oasis di Silicon, ad esempio, utilizza diverse piattaforme per l'ambiente di apprendimento virtuale: "Assegniamo compiti, impostiamo esperienze di apprendimento collaborativo, condividiamo risorse per l'apprendimento, raccogliamo e contrassegniamo i lavori degli studenti, sostenendo anche l'apprendimento basato sui giochi”, ha affermato l’insegnante Helen Loxston-Baker. Non solo. "Tramite l’e-learning possono accedere alle risorse e alle attività per ogni lezione, nonché uplodare i loro compiti svolti a casa e scaricare tutto il materiale condiviso dagli insegnanti”.

Ma forse ancor più interessante è la piattaforma e-learning Pamoja, che consente agli studenti di frequentare classi virtuali online, includendo la possibilità di accedere a screencast di insegnanti, presentazioni multimediali e sessioni live via Skype. Ciò significa che il gap geografico scompare e, parimenti, gli studenti diventano anche più competenti nell’utilizzo di strumenti hi-tech, ampliando le proprie conoscenze. Ma è un sistema in continua evoluzione – nonché dai grandi profitti – e attualmente negli Emirati Arabi la metodologia più in voga è il “blended learning” ovvero una combinazione di apprendimento offline - faccia a faccia con il tutor tradizionale - e insegnamento on-line. In pratica, gli studenti frequentano le lezioni e poi affinano la formazione con corsi online. Se fino ad oggi l’istruzione di alto livello era accessibile solo a pochi eletti, la digitalizzazione amplierà a dismisura la possibilità di accedere agli insegnamenti, moltiplicando le chance offerte, cancellando il gap geografico e permettendo ad una vasta platea di studenti di avere i mezzi d’istruzione per costruirsi il proprio futuro.