Non c'è nulla di più umano della poesia. Forse. Xiaoice, un software realizzato da Microsoft e indirizzato soprattutto al mercato cinese, ha “firmato” la sua prima raccolta di composizioni: «Sunshine Misses Windows», pubblicato dalla casa editrice di Pechino Cheers Publishing come il «primo libro mai scritto nella storia dall'intelligenza artificiale». Il volume si divide in 10 capitoli e raccoglie poesie che parlano di emozioni personali. Come funziona? Il programma si “ispira” a immagini e assembla contenuti scritti, riorganizzandoli in una forma che cerca di suonare il più vicino possibile alla creatività poetica. Prima dell'esordio in libreria, il software ha immagazzinato i dati su un totale di 519 poeti fino agli anni '20 del secolo scorso. Per fare lo stesso, a un umano servirebbero 100 anni.
Secondo gli editori, il processo è simile a «quello di un vero poeta», al di là delle differenze qualitative fra una poesia frutto della sensibilità umana e un componimento basato su una rielaborazione meccanica di contenuti. La casa editrice ne è consapevole: ripetizioni ed errori non sono stati corretti, per far sì che l'opera resti «al 100% un prodotto dell'intelligenza artificiale».