di Valeria Orlando

Scoperto il mistero di Blue Whale. E no, non stiamo parlando del gioco macabro (al 95% una bufala) che spingerebbe al suicidio gli adolescenti. Ma del più grande mammifero vivente. Anzi del più grande animale vivente; meglio ancora del più grande animale che sia mai vissuto, da 4 miliardi di anni in qua. La balenottera azzurra, in inglese blue whale, appunto. E inglese è la rivista scientifica (Proceedings of the Royal Society B) che ha pubblicato lo studio dell'università di Chicago, il quale sembra aver risposto a una semplice eppure irrisolta questione: perché le balene sono così grandi?

La balenottera azzurra – cetaceo appartenente al sottordine dei Mysticeti, così come la megattera – è lunga quanto un jet, il suo cuore è grande quanto un'automobile e la sua lingua da sola pesa più di un elefante. Come mai? Qual è il vantaggio evolutivo? Gli scienziati affermano che questa evoluzione verso il gigantismo si è prodotta in tempi relativamente recenti: solo due o tre milioni di anni fa. Solo, eh? Beh sì, considerando che la loro storia inizia più o meno 36 milioni di anni fa. E quindi, le balene sono stati dei giganti soltanto per un decimo della loro permanenza sulla terra, pardon nel mare. I ricercatori hanno esaminato la lunghezza di 63 specie estinte di Mysticeti, e di 13 specie viventi. E hanno avuto ulteriori conferme: non solo questi cetacei non sono mai stati così grandi come ora, ma anche le specie più piccole sono molto più grandi delle relative taglie small estinte.

Il gigantismo si è manifestato in vari tipi di cetacei, parallelamente; inoltre anche se la tendenza a crescere di dimensioni è stata sempre presente da 30 milioni di anni a questa parte, è solo tra i 4 milioni e qualche centinaio di migliaia di anni fa che si è prodotta l'accelerazione. Sì, ma la causa? L'ipotesi classica che si faceva era quella del parallelo aumento di dimensione di certi predatori, come gli squali giganti. Oppure una risposta adattiva alla diminuzione delle temperature oceaniche. Ma si è invece scoperto che la causa è stata la modifica delle correnti nella piattaforma continentale settentrionale, effetto dell'inizio delle glaciazioni, e origine a sua volta della comparsa nelle acque fredde di densi banchi di krill, i gamberetti che sono il cibo delle balene. Più grande il corpo, più grande la bocca, maggiore la quantità di prede che si riescono a ingoiare con un solo boccone. E maggiore è l'energia che si riesce a immagazzinare e mettere da parte. Il massimo risultato con il minimo sforzo, insomma. Al contrario di quello che dovremo fare noi, se vogliamo salvare le balene: i cambiamenti climatici possono modificare le correnti marine in modi che neanche possiamo prevedere, e piccole variazioni possono avere grandi effetti. Forza Blue whale, sperando che a suicidarsi non sarà l'umanità intera.