di Gianluigi Ricuperati


Che musica fa la matematica? Che ritmo hanno i calcoli profondi? Quali sono le strutture di conoscenza che legano il sapere scientifico e le tecniche narrative? Chiara Valerio è la più crossdisciplinare tra le voci della letteratura italiana: ecco perché è la persona giusta per discutere di romanzi, algebra e musica segreta delle menti umane.

 

Qual è stato l'impatto che il suo libro Storia umana della matematica ha avuto sui lettori? Ci sono state delle reazioni particolari, magari da parte di un pubblico abituato a romanzi più umanistici?

Certo, qualcuno ha pensato fosse un saggio e ne è rimasto deluso. Qualcuno che fosse un romanzo, e ne è rimasto deluso. Però per la maggior parte dei lettori, di quelli con cui ho avuto l'occasione e l'opportunità di parlare, è stato un libro attraverso il quale si sono avvicinati alla matematica. Attraverso il quale hanno superato una diffusa antipatia e direi proprio paura per la matematica. In effetti in Storia umana, la matematica è come una geografia, chi legge ci passa in mezzo, la attraversa, talvolta di corsa, e non capisce tutto subito, però casomai si incuriosisce, e torna. D'altronde io non l'ho scritto per spiegare la matematica, la matematica bisogna studiarla, l'ho scritto per raccontare che la matematica è stata una componente della mia famiglia. Sì, ritratto di famiglia con matematica.

 

Secondo lei che tipo di storia può raccontarci oggi la scienza, e come può migliorare o cambiare il rapporto con le discipline umanistiche?

La scienza racconta molte storie da molto tempo con linguaggi che, non essendo la lingua nella quale parliamo, presuppongono un esercizio iniziale. La matematica nel suo formalismo, lo dicevo spesso agli studenti, è un solfeggio cattivissimo e molto necessario: come il solfeggio ha a che vedere con la comprensione e la gestione del tempo. La matematica racconta forme e funzioni che esistono solo nel momento in cui le si enuncia, è una forma di immaginazione che non prende l'abbrivo da una metamorfosi. La matematica è qualcosa che noi possiamo pensare con e possiamo anche pensare nonostante. La scienza è una grande forma di immaginazione.

 

Se Tempo di Libri potesse raccontarci una storia, una favola, quale sarebbe?

Sarebbe, o forse è, la storia di scrittori che vengono da lettori a parlare ad altri lettori e a curiosi. I libri sono intrecciati e accostati per tema. Dunque sarebbe la storia di qualcuno che cala una treccia come fosse una scala, come Raperonzolo; che cambia forma da pesce a donna, come la Sirenetta; che evolve da pietra a Buddha, come lo Scimmiotto: favole, come forse però sono tutte le favole, di trasformazione, e di collegamento di mondi diversi.