di Antonio Esposito

PSA Singapore lancia la sfida dell’innovazione tecnologica. Stiamo parlando del terminale principale gestito da PSA International, la società a capo di uno dei maggiori hub portuali al mondo: 30.62 milioni di TEU di container solo nel 2016 (il TEU è la misura standard di volume per i container, circa 40 metri cubi).

La PSA mira a rafforzare la propria leadership nel settore sfruttando le enormi potenzialità offerte dalla tecnologia. Ricordiamo che è stata tra le prime società a computerizzare le operazioni portuali attraverso i sistemi CITOS e PORTNET. L’innovazione tecnologica risponde alle esigenze di efficienza e velocità: è per questo che la PSA sta investendo molto sullo sviluppo di sistemi di automazione, analisi dei dati e altre nuove tecnologie.

L’obiettivo di una hub portuale è quello di spostare carichi da una parte all’altra del globo. Si parla di milioni di container all’anno, e il margine d’errore deve essere minimo. Oltre ai processi aziendali costantemente monitorati e modificati, a potenziare il rendimento della società è senza dubbio l’innovazione tecnologica. Da anni l’area IT, cioè quella del trasporto intermodale (tramite container, per intenderci), è stata individuata come il settore con maggiori possibilità di sviluppo.

Si punta sui sistemi informatici F.A.S.T., in cui F sta per flessibilità, A per autonomia, S per scalabile e T per trasformazione. Alla base del processo di innovazione tecnologica c’è la valutazione e la scelta dei partner più adatti. La PSA, da questo punto di vista, propone una visione globale. Oltre alle capacità tecniche e commerciali, i partner devono saper collaborare con un hub portuale, comprenderne le esigenze ed essere pronti a offrire le migliori soluzioni, soprattutto perché si tratta di affrontare sfide a lungo termine. La sfida dell’innovazione tecnologica, dunque, è affrontata con enormi investimenti e ponendo attenzione a competenze e programmazione.