di Valentina Della Seta

Inaugurato un anno fa dopo cinque anni di lavori, è venuto a costare 160 milioni di euro il FAST (Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope), il radiotelescopio più grande del mondo, che si trova nel sudovest della Cina. Ha un diametro di circa cinquecento metri (più o meno come trenta campi di calcio) e verrà utilizzato, tra le altre cose, per la ricerca di vita extraterrestre. Secondo lo scienziato Peng Bo, a capo dell’impianto, il FAST ha, rispetto ai telescopi già esistenti, un potenziale di cinque o dieci volte superiore di scoprire una civiltà aliena, perché può arrivare a vedere pianeti più lontani e avvolti nell’oscurità.

Douglas Vakoch, presidente del SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), l’organizzazione internazionale con sede a Mountain View, California, che studia sistemi per mettersi in contatto con la vita aliena, afferma che se i nostri 'coinquilini' nell’universo fossero anche solo trecento anni più avanti di noi, una bazzecola in termini evolutivi, le loro tecnologie comunicative sarebbero comunque troppo avanzate per noi. La tecnologia radio di cui disponiamo è ancora limitata: “Il FAST riuscirebbe a intercettare solo messaggi molto chiari e forti, l’equivalente di un segnale di fumo interstellare lanciato apposta per noi”. Il radiotelescopio FAST è comunque ineguagliato in termini di grandezza e avanzamento tecnologico. La sua circonferenza è quasi il doppio di quella dell’osservatorio di Arecibo (NAIC) sull’isola di Porto Rico. I radiotelescopi rilevano le onde radio emesse dai corpi celesti e sono in grado di captare segnali a distanza di miliardi di anni luce: più è ampia la parabola, più lontano possono arrivare.

Il radiotelescopio non è stato costruito solo allo scopo di cercare la vita extraterrestre. Verrà infatti utilizzato anche per l’osservazione e lo studio delle stelle di neutroni, delle nubi e delle molecole interstellari, e per scoprire caratteristiche sconosciute delle galassie. Come in un film di fantascienza, l’area intorno a dove è sorto il FAST è stata evacuata. Circa novemila persone, che abitavano a a meno di cinque chilometri dall’impianto, sono state trasferite. Si prevede un'intensa fase di test e calibrazione, che dovrebbe durare circa tre anni. Ora occorreranno perlomeno un paio d'anni affinché il telescopio possa iniziare a lavorare a pieno regime, un impianto così grande ha bisogno di tempi lunghi per essere collaudato in ogni sua parte. La grande innovazione del FAST non sarà però a uso esclusivo degli scienziati cinesi. L’impianto sarà aperto infatti anche a ricercatori stranieri e a progetti di collaborazione internazionale: la scoperta della vita extraterrestre e la conoscenza dell’universo sono parte di un programma che interessa l’intero pianeta.