di Chiara Calpini

 

Ricordate la scena finale di Una poltrona per due ambientata nella borsa di Wall Street? Era il 1983 e la borsa più famosa al mondo, già set di tanti film di culto, ci appariva come una sala stipata di operatori urlanti al telefono e ai loro colleghi, le transazioni venivano annotate su precari fogliettini volanti mentre sui grandi cartelloni alle pareti scorrevano i valori delle azioni. Ecco, preparatevi a dimenticare tutto. Il mercato finanziario sta vivendo la sua quarta rivoluzione industriale e sempre più quelle frenetiche operazioni di vendita e acquisto che conoscevamo bene anche come topos cinematografico verranno realizzate, molto più silenziosamente, da macchine.

Questo è quello che già succede alla XTX Markets, la compagnia che non impiega neanche un operatore umano ma solo macchine che elaborano precisi logaritmi creati da programmatori e matematici. La sua ascesa nel mercato dei cambi è stata veloce e inarrestabile, vincitrice di premi e riconoscimenti, è ora tra le migliori compagnie del mondo nonostante i suoi impiegati umani siano, in effetti, poco più di cento. Neanche la notte del referendum sulla Brexit, terreno di prova per i mercati, li ha visti traballare. La sfida della compagnia è quella di battere la concorrenza che punta sulla velocità di reazione - strumento importante ma anche rischioso nella finanza - con un approccio più smart e leggero, coadiuvato da una tecnologia all’avanguardia e, infine, attento a una maggiore tutela degli investitori.

Tutto questo traspare nella nuova sede londinese della compagnia che sorge nell’area riqualificata di King’s Cross. Vicino alla storica stazione ora Google e Facebook opzionano nuovi edifici e XTX, l’enfant prodige della finanza, ha immaginato e creato un luogo che mette al centro l’importanza delle macchine. Ma, scopriremo presto che l’ufficio della XTX è anche molto “umano”.

I computer e gli algoritmi sono le carte vincenti dell’azienda. Così, piuttosto che nasconderli dietro qualche pannello, svettano nel bel mezzo della sala principale, evidenziati da una luce blu. Allo stesso modo la scheda madre del primo computer della compagnia è esposta su un piedistallo nella sala riunioni. Ma non basta. La matematica e la fantascienza sono grandi ispirazioni dello spazio XTX; l’impresa è stata fondata da Alex Gerko, un fan della fantascienza con un PhD in matematica all’Università di Mosca. Anche l’altro amministratore delegato,  Zar Amrolia, ha un PhD in matematica, questa volta conseguito a Oxford. Forse il pezzo più scenografico della nuova sede è il corridoio d’ingresso composto da pannelli animati e illuminati da oltre 30mila led che prendono spunto dal Game of life, Il Gioco della vita ideato nel 1970 dal matematico inglese John Convay. Di cosa si tratta? Il Gioco della vita viene descritto come il miglior esempio di generatore automatico di modelli di riproduzione cellulare. Seguendo le regole della vita e dell’espansione delle cellule umane il generatore crea schemi sempre più ampi. Come se fosse un grande videogioco per robot, il generatore animato, bagnato nella luce blu, utilizza come unità di base una forma pentagonale scoperta solo nel 2015 dai matematici e che ha la caratteristica eccezionale di coprire un piano senza sovrapporsi o lasciare interstizi. Ci sono volute 500 ore di lavoro per posizionare a mano più di 4mila forme pentagonali.

Il lavoro silenzioso dei modelli che si ripetono nel nostro DNA e nei flussi finanziari riporta il tema dell’umanità al centro. Anche l’ispirazione fantascientifica è un buon mix di umana nostalgia e ardore per il futuro. La designer Sonia Crozier ha dichiarato di aver preso spunto da Firefly, una vecchia serie TV di western spaziale, ma anche da Tron nella versione del 2010 e da Battlestar Galactica, un’altra serie TV cult.  Insomma esempi di poetica steampunk - il filone della fantascienza con ambientazioni vittoriane - e di nerdismo da convention sci-fi. Ecco dunque che gli spazi comuni hanno volutamente un aspetto morbido e accogliente, quasi d’antan. Muri di mattoni a vista, tubi di rame e, nel bel mezzo del ristorante, una copia della capsula d’atterraggio dell’Apollo 11. Sempre nel solco del capitale umano, gli impiegati beneficiano di massaggi e visite mediche, oltre ad un bar, una biblioteca, la palestra e a stanze con letti a castello per dormire e riposarsi.

La sede nuova fiammante serve anche come calamita per attirare nuovi talenti, se è vero che le macchine svolgono la maggior parte del lavoro, sono sempre gli uomini - almeno per ora - a monitorarne il buon funzionamento. E con una buona squadra di talenti e tecnologia dell’ultima generazione, società come la XTX Markets sono destinate a prendere il posto dei colossi bancari negli investimenti finanziari.