di Francesco Musolino

 

 

Sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno, il concetto di viaggio di lusso sta mutando in modo irreversibile. Sono lontanissimi i tempi in cui ci si recava nelle agenzie specializzate per decidere la meta finale per l’intera famiglia. Ai pacchetti viaggio e alle brochure, si sono sostituiti gli alert delle app e le newsletter dedicate. Contemporaneamente, anche i mercati di nicchia si stanno evolvendo. Insomma, il lusso sta cambiando pelle. Se è vero che oggi non esistono (quasi) più luoghi inaccessibili, l’idea di lusso estremo si è trasformata nella possibilità di poter compiere esperienze uniche.

Attualmente gli operatori di questo settore devono gestire tre profili-cliente: il viaggiatore ultralusso, l’intermedio – che ama il lusso ma accetta il compromesso – e infine, il viaggiatore che aspira al lusso e sfrutta le occasioni last-minute per assaggiarlo. L’esclusività, oggi più che mai, è strettamente legata all’evoluzione tecnologica. Anche per le corporation più importanti è stato necessario lo sviluppo di piattaforme online dedicate al cliente e, in tal senso, acquista sempre più valore la messaggistica end-to-end mediante la quale le aziende tengono il polso della clientela, permettendo la fidelizzazione: l’obiettivo più importante.

La lealtà del consumatore-lusso è facilitata anche dalla capacità di saper offrire una rete social nella quale permettere la condivisione della propria esperienza, confrontandosi con altri utenti e scambiando esperienze di viaggio: così si riesce a incrementare la domanda in modo esponenziale. Ma lusso significa anche libertà, e difatti il mercato dei viaggi sta ampliando la possibilità di personalizzare i pacchetti scelti, garantendo un ventaglio sempre maggiore di esperienze da testare. Molto suggestivo il fatto che il meta luxury - ovvero un’esperienza di viaggio immersa in un lusso senza compromessi - stia ampliando il proprio mercato. E tutto ciò non è in contrasto con un altro trend importante: la necessità di sentirsi protetti e accuditi anche all’estero, ben disposti a pagare costi extra per minimizzare rischi estremi.

Nel frattempo sta crescendo in modo globale il valore di Airbnb, con 69 milioni di prenotazioni nel 2016 (rispetto ai 40 milioni nel 2015): tuttavia, il mercato legato all’affitto di stanze o intere abitazioni non è affatto appetibile per il profilo del viaggiatore di lusso. Ma in tal senso, la soluzione potrebbe essere la creazione di una piattaforma Airbnb Lux, che potrebbe includere del personale a disposizione ed elevati standard di qualità, venendo incontro alle esigenze di una fascia di clientela più esigente. A conti fatti non è più il tempo il lusso più grande. Piuttosto, l’idea di poter compiere delle esperienze uniche e personalizzate, schegge di bellezza e benessere che ci accompagneranno per tutta la vita.